Scenari

La guerra mette a rischio milioni di nuove automobili

Tra carenza di materie prime per le batterie e rotte marittime interrotte, il settore è nuovamente esposto a uno shock

di Tommaso Marcoli
08 Apr 2026 - 08:32
 © Getty Images

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Lo scenario geopolitico attuale, segnato dal conflitto in Iran e dalle tensioni nello Stretto di Hormuz, sta proiettando un'ombra pesante sull'industria automobilistica globale. Quello che inizialmente appariva come un problema legato esclusivamente ai prezzi del greggio si sta trasformando in una crisi strutturale della catena di approvvigionamento mondiale.
Rischi concreti
Secondo le analisi di Berylls, la produzione di auto elettriche è quella più a rischio: il cuore del problema risiede nello zolfo e in altre materie prime essenziali per la fabbricazione degli accumulatori, che transitano in massa dal Golfo Persico. Le scorte attuali sono estremamente limitate e potrebbero esaurirsi in circa due mesi, portando a un arresto forzato delle linee di produzione. Questo scenario richiama drammaticamente la crisi dei semiconduttori di qualche anno fa: senza un componente specifico, l'intero veicolo non può essere completato, innescando ritardi nelle consegne e un inevitabile aumento dei prezzi finali per i consumatori.
Fino al 2027
Le previsioni di S&P Global Mobility delineano un quadro preoccupante che va ben oltre l'anno in corso. Se lo Stretto di Hormuz non tornerà alla piena operatività entro tempi brevi, si stima una perdita tra le 800.000 e le 900.000 unità vendute nel solo 2026, con effetti a catena che potrebbero sottrarre altri 500.000 veicoli nel 2027. Le nazioni del Golfo, come l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, sono già in forte sofferenza, ma il rallentamento colpirà duramente anche i giganti asiatici come Giappone, Corea e Cina a causa dell'impennata dei costi logistici e assicurativi.

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