Storie

I camion Lancia: leggenda del Novecento

Prima di diventare sinonimo esclusivo di berline eleganti e vittorie nei rally, il marchio torinese costruiva veicoli industriali riconosciuti per la loro qualità. Dallo Jota all'Esatau, storia di un'eccellenza ingegneristica che non accettava compromessi

di Tommaso Marcoli
03 Ott 2026 - 09:48
SeguiLogo SportMediasetsuSeguici su
 © Foto da web

© Foto da web

Se oggi pronunciamo la parola "Lancia", la memoria corre inevitabilmente ai velluti delle berline presidenziali o alle scodate polverose di una Delta Integrale. Eppure, c'è stato un tempo in cui lo scudo di Chivasso campeggiava, enorme e fiero, sul muso di veicoli destinati a tutt'altro che ai salotti buoni o alle prove speciali. Per oltre sessant'anni, Lancia ha prodotto i camion più raffinati, robusti e costosi d'Italia. E come da tradizione del marchio, la qualità ingegneristica veniva prima di qualsiasi altra logica di bilancio.
L'ossessione per il dettaglio applicata al carico pesante
L'avventura industriale inizia nel 1912, ma è tra gli anni Trenta e gli anni Sessanta che i veicoli industriali Lancia diventano i signori indiscussi delle strade italiane. Mezzi come il Ro, lo 3Ro (capace di imprese epiche durante il conflitto mondiale) e i successivi Esatau ed Esadelta non erano semplici autocarri. Erano veri e propri concentrati di tecnologia. Motori diesel pluricilindrici raffinatissimi, un comfort di marcia impensabile per l'epoca e cabine avanzate che sembravano disegnate da carrozzieri d'alta moda, anziché da progettisti di mezzi da lavoro.
Il tramonto di un'eccellenza troppo cara per sopravvivere
I camionisti di mezza Europa adoravano i Lancia. Erano potenti, inarrestabili e, soprattutto, comodi, in un'epoca in cui guidare un autocarro significava spaccarsi la schiena a ogni buca. Ma questa supremazia qualitativa aveva un prezzo altissimo. Costruiti con la stessa maniacale cura artigianale delle vetture passeggeri, i veicoli industriali Lancia arrivarono a costare quasi il doppio rispetto ai concorrenti Fiat od OM. Negli anni Sessanta, di fronte a un mercato sempre più orientato al contenimento dei costi, la logica spietata della mass production ebbe la meglio sull'eccellenza meccanica. La produzione dei camion Lancia venne assorbita e poi silenziosamente soppressa dalla Fiat nei primi anni Settanta. Oggi restano i raduni d'epoca a ricordare che, una volta, persino la fatica poteva vestirsi con la classe di un abito di sartoria.

Ti potrebbe interessare

videovideo