Auto cinesi in Italia: "La situazione è insostenibile"
I marchi provenienti dalla Cina godono di sussidi che rendono impari la competizione con i produttori europei
di Redazione Drive Up© Ufficio Stampa
Il mercato auto cresce del 9,9% rispetto a settembre 2025 confermando una proiezione positiva sulla fine dell'anno: nei primi nove mesi del 2026 i volumi sono aumentati dell'8,7% rispetto a 12 mesi fa. Dietro questi dati, però, si nasconde l'elefante nella stanza: la Cina. La quasi totalità di quest'incremento è appannaggio di vetture cinesi, che valgono ormai il 15,1% del totale immatricolato.
L'allarme
La situazione è arrivata a un punto critico che potrebbe compromettere irrimediabilmente la competitività dell'industria automobilistica europea. "L’'inarrestabile ondata di importazioni di veicoli dalla Cina, in assenza di qualunque misura che riporti la concorrenza a livelli di equità, sta causando massicci licenziamenti e chiusure di stabilimenti, che riguardano sia i produttori di autoveicoli che di componenti, che del veicolo rappresentano l'80% del valore", ha dichiarato Roberto Vavassori, Presidente ANFIA.
Sussidi e competizione
Cosa rende le automobili cinesi così appetibili agli automobilisti? Il prezzo d'acquisto, a parità di segmento, nettamente inferiore rispetto a un'auto europea è dovuto a un'iniezione di sussidi statali che ne abbatte costi di sviluppo e produzione. "È una situazione insostenibile. L'OCSE ha certificato che il sistema produttivo cinese beneficia di sussidi complessivamente dalle 3 alle 8 volte superiori a quanto fatto dai governi europei. È quindi necessario adottare immediatamente, a livello europeo, misure concrete che ripristinino una condizione di parità e reciprocità in una filiera, quella dell'automotive, essenziale per l'autonomia strategica europea", conclude Vavassori.