Hanno tutti cambiato idea: la grande ritirata dell'auto elettrica
Negli ultimi mesi, la maggior parte di coloro che avevano annunciato una transizione completa, è tornata sui suoi passi
di Tommaso Marcoli© Getty Images
Chi l'avrebbe mai detto. Se fino a poco tempo fa qualcuno avesse provato a mettere in discussione il futuro elettrico dell'automobile, avrebbe ricevuto un sostanziale rigetto: scadenze temporali blindate e motori termici sembravano condannati all'estinzione. D'altronde se tutti investono in un'unica tecnologia, un motivo ci sarà. Eppure, oggi quel castello di carte ideologico è definitivamente crollato.
Tutti indietro
Nell'ultimo anno abbiamo assistito alla più imponente e coordinata retromarcia della storia industriale moderna. Praticamente tutte - o quasi - le principali case automobilistiche mondiali hanno stracciato i vecchi piani basati sul "tutto elettrico", tornando a investire massicciamente sui motori ibridi e multi-energia. La transizione forzata ha dovuto fare i conti con la realtà di un mercato che rifiuta le imposizioni: costi di sviluppo insostenibili, prezzi di listino esorbitanti e una domanda dei consumatori al di sotto delle aspettative.
Perdite pesanti
I segnali di questo storico cambio di rotta si sono moltiplicati mese dopo mese, investendo i giganti del settore a livello globale. L'esempio più clamoroso e recente arriva da Honda, che ha registrato la prima perdita economica dalla sua quotazione in Borsa del 1957. Travolta da quasi 10 miliardi di dollari di svalutazioni legate proprio ai progetti elettrici. Sulla stessa lunghezza d'onda si è mossa Ford, che ha appena abbandonato la strategia delle sole batterie per l'Europa, introducendo prodotti flessibili.
Come si è arrivati a questo punto
A legittimare e accelerare questa grande ritirata ha contribuito anche la svolta politica della Commissione Europea, che ha ufficialmente ammorbidito lo storico stop ai motori termici inizialmente previsto per il 2035. Con l'approvazione del nuovo pacchetto normativo, l'obiettivo del taglio totale delle emissioni è sceso dal 100% al 90%, aprendo di fatto la porta alla sopravvivenza a lungo termine di vetture ibride plug-in, mild-hybrid e carburanti sintetici (e-fuels).