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Come Nuvolari umiliò i nazisti in Germania

Al Gran Premio del 1935, il Mantovano volante tagliò per primo il traguardo tra lo stupore, e il risentimento, dei tedeschi. Tre anni più tardi, diventerà pilota dell'Auto Union la cui esperienza, oggi, è ricordata con una supercar da 1.000 CV

di Tommaso Marcoli
24 Giu 2026 - 10:53
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 © Foto da web

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L'automobilismo sportivo delle origini si sviluppa in parallelo al manifestarsi della storia in tutta la sua travolgente violenza. Ci sono anni che valgono quanto secoli e a piloti come Tazio Nuvolari, è capitato di viverne parecchi di questa densità. Il 28 luglio 1935 è tra le date più significative per l'epopea delle corse in pista: al Nurburgring, sotto una pioggia battente, la beffa al Terzo Reich.
Nessuno come lui
La reputazione di Tazio Nuvolari lo precede anche in Germania. Venticinque anni di competizioni - tra automobilismo e motociclismo - ne fanno uno dei piloti più conosciuti e rispettati in Europa. Il suo inedito e spettacolare stile di guida (a lui si deve la "sbandata controllata") è un'ispirazione per gli altri colleghi, tra cui il promettente Manfred von Brauchitsch presente in griglia all'inferno verde. Auto Union e Mercedes sono le favorite; poche le speranze per l'Alfa Romeo P3 di Nuvolari, nettamente inferiore.
L'imprevisto
Il maltempo non frena l'entusiasmo dei tedeschi: 300 mila spettatori presenti, tra cui alcuni gerarchi nazisti (ma non Hitler). Tutti si aspettano la vittoria delle due Frecce d'argento, tecnologicamente all'avanguardia e finanziate dal Regime. Il Nurburgring è un circuito lungo e difficile, la pioggia lo rende ancora più insidioso e dopo 11 giri è prevista la sosta ai box. La fermata di Nuvolari è un disastro: i tecnici rompono la pompa e sono obbligati a fare il pieno di benzina a mano. L'italiano perde posizioni, riparte sesto.
La sorpresa
Alla testa della corsa c'è von Brauchitsch, ammiratore di Nuvolari. La potenza delle auto tedesche mette a dura prova la resistenza degli pneumatici, che devono essere preservati. Serve una guida brillante ma attenta. Quando segnalano a von Brauchitsch che "Nivola" è secondo, perde la concentrazione necessaria e l'italiano guadagna secondi. Le gomme della Mercedes si consumano fino a scoppiare. A 43 anni, Tazio Nuvolari vince il GP di Germania. I tedeschi sono impreparati e non hanno il disco per suonare l'inno italiano. Sembra che il Mantovano ne avesse una copia. Altri dicono che la banda suonò "'O sole mio". Qui la storia, però, diventa mito.
Il passaggio
Tre anni più tardi, l'Auto Union ingaggia Nuvolari come pilota di punta della scuderia. A lui è affidata l'inarrestabile Type D. La carriera della monoposto si interrompe presto: il 3 settembre 1939 disputa l'ultimo GP. Due giorni prima, la Germania aveva invaso la Polonia. L'eredità Auto Union rivive oggi con Audi (con cui condivide il logo) che nel 2026 ha dedicato al pilota italiano la supercar "Nuvolari". La più potente Audi di sempre, con oltre 1.000 CV di potenza.

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