Auto, voli low cost e carne: l'Europa continua a perdere tempo
Alcune città vietano la pubblicità di prodotti ritenuti "inquinanti". Ma a cosa serve?
di Tommaso Marcoli© Getty Images
Tra crisi economica ed energetica (probabilmente la peggiore di sempre), l'Europa sceglie...l'ideologia. Si susseguono in giro per la Comunità città - a volte persino Capitali - che, in nome della difesa dell'ambiente, vietano le pubblicità di automobili a benzina e diesel, voli low cost e prodotti a base di carne. L'ultima è Amsterdam, che ha motivato la svolta in quanto "non sono più scelte di vita ambite".
Ancora una volta
Dunque si ripropone l'idea di diventare un Continente virtuoso, (ri)pulito, innovativo. Insomma: un modello di riferimento per il resto del mondo. Le intenzioni - per quanto buone - non sono sufficienti a un cambiamento, a maggior ragione se questo è obbligato e va contro il gusto e le abitudini dei cittadini. Lo si sta vedendo con le automobili elettriche, la cui imposizione ha costretto l'industria a un rapidissimo cambio di strategia, non supportato però dal mercato. Il risultato? Quote di mercato che si riducono e crisi di liquidità.
Poco senso
La proposta è stata avanzata dai Verdi, che ritengono la "crisi climatica molto urgente". Il tema è sempre quello: una parte dell'opinione pubblica europea si è ormai convinta di essere il primo custode della salute del Pianeta. Da difendere a qualunque costo, persino a discapito della competitività economica delle aziende. Eppure, è davvero difficile pensare di raggiungere ambiziosi - e pur sempre validi - obiettivi di riduzione delle emissioni vietando la pubblicità di una bistecca. Così facendo, di solito si ottiene l'effetto opposto.