Dichiarazioni

Il CEO di Ford e la minaccia cinese: "Per l'Europa è troppo tardi"

Jim Farley dà per spacciata l'industria del Vecchio Continente e mentre avverte Washington del pericolo, stringe patti con il "nemico"

di Tommaso Marcoli
30 Set 2026 - 09:45
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L'Europa dell'automobile non vive di certo il suo momento migliore. Tra imposizioni politiche e concorrenza cinese, l'impianto manifatturiero è in enorme difficoltà e rischia un ridimensionamento senza precedenti della sua influenza. Non passa giorno senza che qualcuno ce lo ricordi o lanci un nuovo allarme. Mai nessuno, però, aveva emessa una sentenza netta sulla sua fine.
Troppo tardi
Ci ha pensato l'agguerrito e mai banale CEO di Ford: Jim Farley. Uomo forte dell'industria automobilistica USA, ha prima elogiato le qualità delle automobili cinesi (guida ogni giorno una Xiaomi SU7), poi si è avvicinato alle posizioni protezionistiche di Trump (quasi migliori amici) e adesso consiglia cautela al Governo prima di lasciare il via libera alla Cina per produrre auto in America. Un giro di valzer che si conclude con una posizione millenaristica: per i paesi europei "è ormai troppo tardi", ha sentenziato.
Alleanze
Se gli USA non vogliono fare la fine della vecchia Europa, conviene guardarsi bene le spalle prima di concedere un margine di apertura ai cinesi: "prestare estrema attenzione alle modalità d'ingresso nel nostro Paese", ha ammonito il manager a una conferenza organizzata da Automotive News. Farley è molto preoccupato da questo scenario ma non rinuncia a stringere alleanze con fornitori dalla Cina laddove la situazione risulti efficiente. Ovvero: quando si risparmia. Follow the money Jim.

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