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C'è da lavorare su alcuni errori individuali e su idee d'attacco alternative quando Malen viene limitato
di Enzo Palladini© ipa
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Il pareggio di Napoli non intacca le possibilità di scudetto della Roma. Deriva da una partita con una sua dose di follia, non da una prestazione particolarmente negativa. La squadra giallorossa c'è, nonostante le assenze e nonostante alcuni errori individuali, è destinata a lottare fino alla fine per le posizioni di vertice, su questo non ci sono dubbi. Lo dimostra la grande validità delle alternative. Balerdi - che chissà perché Gasperini continua a non considerare titolare - è entrato e ha fatto la differenza. Soulè, meno condizionato rispetto a quando accanto a lui gioca il maestro Dybala, è stato protagonista, non solo per il gol ma anche per alcune iniziative pregevoli. De Roon è un vero allenatore in campo, la longa manus di Gasperini mischiata tra gli altri dieci giocatori.
E poi c'è il carattere. C'è il dato di fatto di una squadra che non vuole mai arrendersi, che non si spaventa quando si trova sotto di due gol oppure di uno, ma a una manciata di minuti dalla fine. Ci crede fino in fondo, fino al fischio finale, Riesce anche a tenere certi ritmi per novanta minuti, nonostante la partita di Champions giocata e vinta in settimana, nonostante la coperta corta in certe posizioni, nonostante la necessità di "aggiustare" qualche posizione in campo. Sono arrivati tre gol, potevano arrivarne altri, è stato un pareggio giusto, dal quale entrambi gli allenatori hanno potuto trarre diverse indicazioni positive più che negative.
Ma allora, come si spiegano i due punti persi a Napoli? Di sicuro con gli errori e le lacune individuali. Nel pomeriggio napoletano, la Roma non ha potuto contare - a differenza del solito - sull'apporto dei suoi esterni. A destra, Rensch ha fornito un contributo molto inferiore rispetto a quello che era arrivato da Lulli nelle prime giornate, ha un po' dormito sulle diagonali e solo un salvataggio clamoroso nel primo tempo gli ha evitato la bocciatura totale. Dalla parte opposta, Wesley è incappato in una delle peggiori partite della sua avventura giallorossa. Ha azzeccato pochissimi inserimenti e ha commesso anche alcuni errori tecnici totalmente inusuali per lui. Molto migliore è stato l'apporto di Molina, che invece nelle partite precedenti era apparso un po' in difficoltà.
L'altra riflessione da fare è sull'attacco. La Roma a Napoli è partita con il solito Malen unica punta, con Soulè alla sua destra e con uno spazio a sinistra per gli inserimenti di Pisilli, che da un certo punto in poi sono anche riusciti, Però Malen non può essere sempre perfetto. La sua prima giocata quando entra in possesso di palla è magistrale a prescindere, ma quella successiva dipende molto sia dalla condizione fisica sia dal piazzamento degli avversari, che a volte sono abbastanza bravi da chiudere gli spazi all'olandese. In questo caso servirebbe una strategia alternativa, ma a Gasperini mancavano gli attaccanti esterni, così c'è stato l'esperimento - non particolarmente riuscito - di Castro al fianco di Malen. Però la rimonta è riuscita ugualmente con le prodezze di Balerdi, questo significa che sono dettagli e non difetti congeniti. La Roma c'è, più che mai.