"La maggior parte dei tecnici ha le stesse preoccupazioni. Abbiamo bisogno di almeno sei settimane. Non vedo come possiamo giocare le partite prima della fine di giugno", dando ai calciatori il tempo di ritrovare la forma, altrimenti "crolleranno come un a castello di carte". A lanciare l'allarme è Steve Bruce, allenatore del Newcastle che, intervistato dal Sunday Telegraph, manifesta maggiori timori per gli infortuni che per l'ipotesi di contagi. Il governo britannico ha aperto le porte ad una ripresa delle competizioni a porte chiuse dal primo giugno e la Premier League è alla ricerca di soluzioni per provare a giocare tra inizio giugno e fine luglio le 92 partite che restano per terminare la stagione interrotta dal coronavirus. Domani i club si incontrano per adottare un protocollo sanitario che consente di riprendere gli allenamenti martediì rispettando le misure di distanziamento nel paese europeo più colpito dalla pandemia (oltre 35.000 morti). Il Newcastle non scende in campo dal 7 marzo e Bruce, ex difensore del Manchester United, avverte del rischio di infortunio se i giocatori riprendono troppo in fretta: "Questa è probabilmente la pausa più lunga che alcuni di loro hanno mai avuto in carriera".