ITALIA

Nazionale, Pirlo sul caso Russia: "Collaborazione esclusivamente di natura commerciale"

Il candidato alla panchina azzurra risponde alle speculazioni riguardo al suo legame con Fonbet: "Attribuite convinzioni che non mi appartengono"

27 Lug 2026 - 01:16
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Dopo la bufera, Andre Pirlo rompe il silenzio e fa chiarezza sui suoi legami con la Russia. La vicenda legata al suo ruolo di ambassador di Fonbet, agenzia russa di scommesse di cui il presidente dell'attuale club di Pirlo, lo United FC di Dubai, Sergey Lomakin, è azionista, ha scatenato le reazioni del mondo politico e ora sta facendo vacillare la posizione del presidente della Figc Giovanni Malagò, indeciso se affidargli la panchina della nazionale. Ora l'ex centrocampista ha commentato gli sviluppi delle ultime ore con un lungo post condiviso sui social:

La dichiarazione di Pirlo

 "Negli ultimi giorni ho assistito con grande amarezza al dibattito che si è sviluppato intorno al mio nome e alla possibilità di ricoprire il ruolo di Commissario Tecnico della Nazionale italiana. Per rispetto nei confronti delle istituzioni, della Federazione e di tutte le persone coinvolte, ho scelto finora di mantenere il silenzio. Ritengo però doveroso chiarire alcuni aspetti. Nel corso della mia carriera, prima da calciatore e oggi da allenatore, ho sempre svolto la mia attività nel pieno rispetto delle leggi dei Paesi in cui ho lavorato e dei contratti che ho sottoscritto. La collaborazione professionale oggetto delle recenti polemiche nasce nell’ambito del mio percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti ed è esclusivamente di natura commerciale e sportiva. Attribuire a tale collaborazione un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono".

Poi Pirlo passa ai ringraziamenti, facendo forse trasparire tra le righe di aver perso la speranza di diventare ct o, addirittura, di aver fatto un passo in dietro dopo il montare della polemica: "Desidero ringraziare Maldini e Leonardo per la stima e la fiducia che mi hanno dimostrato. Conosco la loro competenza, la loro serietà e l’amore che hanno sempre dedicato al calcio italiano. Mi rammarica che una scelta di carattere sportivo sia stata rapidamente trascinata in un confronto pubblico che ha finito per attribuire alla mia persona significati e intenzioni che non mi appartengono. L’amore per l’Italia non dipende da un incarico. Fa parte della mia storia, della mia identità e continuerà ad accompagnarmi, sempre".