NAZIONALE

Italia, accordo ai dettagli con Andrea Pirlo: cifre e durata del contratto del nuovo ct

Dopo il no di Guardiola Maldini e Leonardo hanno chiuso l'affare per portare l'ex regista di Milan e Juventus sulla panchina della nazionale

24 Lug 2026 - 18:11
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Il nuovo ct azzurro sarà, salvo sorprese dell'ultimo secondo, Andrea Pirlo. Preferito da Maldini e Leonardo dopo il catalano, con l'ex centrocampista l'affare è ai dettagli, si tratta di 4 anni di contratto a 1.5 milioni di euro l'anno, stando a quanto riporta Repubblica. Chiuse le porte del sogno Guardiola, i due dirigenti della Figc hanno rotto gli indugi e deciso di puntare dritto sull'attuale tecnico dello United Fc di Dubai, ritenuto adatto per la missione di ricostruire la nazionale con un progetto a medio-lungo termine. Altro indizio che porta Pirlo vicinissimo alla panchina dell'Italia: si sta svincolando dal contratto con il club degli Emirati Arabi, in scadenza a giugno 2027. Da quanto raccolto, né Roberto Mancini né Antonio Conte sono stati contattati nelle ultime ore. Alla fine è prevalsa dunque la linea del direttore tecnico e del suo advisor, nonostante la Lega Serie A spingesse per Antonio Conte, mentre il presidente federale Giovanni Malagò puntava inizialmente sull'amico Roberto Mancini. 

Gli eventi degli ultimi giorni

 Dopo giorni di speranza, di incontri e di contatti continui, Paolo Maldini ha dovuto incassare il "no" di Pep Guardiola. La risposta del tecnico catalano è arrivata nella notte tra giovedì e venerdì. Da un uomo stimolato e onorato per la proposta di sedersi sulla panchina azzurra come commissario tecnico, che però in cuor suo aveva già preso una decisione sul suo futuro. Ovvero quella di prendersi un anno sabbatico dal ruolo di allenatore, come non gli accadeva addirittura dal 2012/13. Poi il triennio al Bayern Monaco e le dieci stagioni al Manchester City, chiuse le quali Pep aveva annunciato di volersi riposare e dedicarsi alla famiglia.

Solo la proposta congiunta del presidente federale Giovanni Malagò, del direttore tecnico Paolo Maldini e dell'advisor Leonardo l'avevano fatto tentennare, tanto che Pep si era preso qualche giorno per riflettere, tentato dalla possibilità. La Federazione, che fino alla serata di giovedì era fiduciosa di riuscire a convincere l'allenatore, lo avrebbe aiutato affiancandogli uno staff di prim'ordine per consentirgli un lavoro meno pressante. 

Alla fine, ha prevalso la volontà di staccare la spina e non riprendere subito il lavoro in un ruolo che lo avrebbe di nuovo assorbito completamente. Quella di Guardiola non è stata una scelta dettata da fattori economici, ma prima di tutto di vita e legata a situazioni personali e familiari. 

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