NAZIONALE

Italia, Guardiola chiede un ingaggio monstre e complica tutto. Oggi l'assemblea con la Serie A

La corsa per il nuovo ct passa anche dal lato economico: Pep chiede 20 milioni a stagione. La Lega Serie A insiste per Conte, Pirlo e Mancini in corsa

23 Lug 2026 - 08:41
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 © puma

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La telenovela per il nuovo ct della nazionale è pronta per un nuovo episodio. Oggi a Milano prima uscita ufficiale per il direttore tecnico Paolo Maldini e l'advisor Leonardo, oltre al presidente federale Giovanni Malagò, nell'assemblea con la Lega Serie A. 

Fino a qualche giorno fa, sembrava plausibile che i tre portassero in seno ai presidenti della massima serie il nome del nuovo commissario tecnico, invece ci sarà da aspettare ancora. L'intenzione è quella di chiudere entro il weekend, ma non è stata definita alcuna deadline precisa e si potrebbe andare oltre.

Questo perché i dirigenti Figc sono ancora in attesa della risposta definitiva di Pep Guardiola dopo l'incontro a Barcellona degli scorsi giorni. L'iniziale apertura del tecnico catalano ora si scontra con la richiesta di un ingaggio monstre: Pep vorrebbe circa 20 milioni di euro a stagione, praticamente il doppio dei 10 offerti dalla federazione dopo tanti sforzi per provare il colpaccio, riporta La Gazzetta dello Sport. 

Distanza economica che si aggiunge all'iniziale volontà di Guardiola di prendersi un anno sabbatico, lontano dalle panchine e vicino alla famiglia, dopo le 10 stagioni al Manchester City. Al momento, la strada sembra quindi in salita per il sogno di vederlo guidare gli azzurri. 

Per questo, Malagò e Maldini ragionano sulle alternative. Se ne parlerà oggi a Milano, con la Lega Serie A guidata dal presidente Ezio Simonelli che continuerà a spingere verso Antonio Conte, il candidato preferito da tempo e forse più raggiungibile. Il suo nome sembrava uscito dalla lista, da oggi potrebbe rientrarvi dato che i club di Serie A lo considerano come il profilo in grado di offrire più garanzie per la ripartenza. 

Non escono dalla corsa Andrea Pirlo, caldeggiato da Maldini e Leonardo, e Roberto Mancini, sostenuto da Malagò che però trova di fronte a sé un muro eretto del neo direttore tecnico e da parte dei club di Serie A, contrari al ritorno di fiamma dopo la fuga direzione Arabia Saudita dell'estate 2023.