Stessi punti e stessa necessità di non fare altri passi falsi: il Napoli va a Torino per affrontare una Juve "ferita e arrabbiata" molto diversa "da quella che viene dipinta" in questi giorni. Il pensiero di Max Allegri è questo: il tecnico azzurro non lascia spazio a nostalgie e sentimentalismi ma resta concentrato sull'oggi e sulla necessità di fare una partita "aggressiva" ma al contempo accorta per "occupare meglio tutto il campo e gestire meglio la palla, con maggiore lucidità nel capire quando rallentare e quando accelerare" perché "le fasi sono due, quando hai palla e quando non ce l'hai" e l'equilibrio è ciò che fa la differenza.
Allegri: "Ora più zitti che mai perché siamo indietro in classifica" - Il passato, oggi, non conta. Nessuno intende cancellarlo, ma il presente fa sentire la sua urgenza: "Inutile stare tutte le volte a ricordare..." ha proseguito Allegri riferendosi alla sua lunga esperienza in bianconero. "Ho passato a Torino 10 anni, il 50% della mia carriera lì, tra l'altro ho mio figlio che vive a Torino. Sarà una partita bella, è uno scontro diretto tra due squadre che sono indietro in classifica". La Juve arriva dalla sconfitta pesante contro il Genoa, il Napoli confortato da segnali netti di crescita: "Nelle ultime 4 partite abbiamo segnato diversi gol, ma non scordiamoci che abbiamo concesso parecchio, alcune situazioni di partita vanno migliorate, in fase di possesso e non possesso. Bisogna occupare meglio tutto il campo, la gestione della palla va fatta meglio, con maggiore lucidità nel capire quando bisogna rallentare e quando invece accelerare, le fasi sono due, quando hai palla e quando non ce l'hai. Tutti i giorni lavoriamo per migliorare, i ragazzi hanno vinto una bella partita a Monza, contro una squadra che ci ha creato difficoltà: sul 2-1 c'è stata una bella parata di Milinkovic-Savic, non è stata una gara semplice. Ma in questo momento l'equilibrio deve regnare, inutile fare proclami, bisogna stare molto zitti e lavorare, zitti a prescindere, ma ora ancora di più perché siamo indietro in classifica. Bisogna sistemare la classifica, non sarà facile perché domani c'è uno scontro diretto contro una squadra che è allestita per lottare nelle prime quattro posizioni. Sicuramente è come noi, ha gli stessi punti nostri: troveremo una squadra ferita, arrabbiata, e domani servirà agonismo, tecnica. La Juve non è la squadra che stanno dipingendo in questi giorni. Qualcuno l'ha data per morta, ma la Juve difficilmente muore, è una squadra forte, con un allenatore bravo, in questi momenti si compattano e perciò per noi sarà molto difficile, servirà una grande prestazione tecnica, fisica e un pizzico di buona sorte".
Allegri: "Ho avvertito chiaramente quanto sia importante per i napoletani, ma..." - Quella con la Juve è per il tifo napoletano "la partita", quella che non si può sbagliare: "L'ho avvertito, quando giro in città, capisco i tifosi. Però credo che per una società come il Napoli, da 15 anni nei primi 4 posti, è molto riduttivo ridurre tutto a una partita. L'obiettivo è arrivare in fondo e stare nelle prime quattro e non sarà facile perché ci sono delle squadre ben attrezzate, passare il turno in Champions e restare in Coppa Italia. Lì potremo dire che la stagione è buona, ma se ci accontentiamo di vincere uno scontro diretto e siamo contenti allora non si fa un passo avanti.
Rrahmani e Anguissa non al meglio - In chiave formazione, invece, qualche dubbio ancora. Un virus influenzale ha debilitato alcune pedine chiave: "Rrahmani ha avuto un'influenza, ieri ha fatto allenamento, oggi vediamo come sta perché poi si gioca mercoledì. Se sta abbastanza bene giocherà, altrimenti ci sarà uno tra Marianucci e Beukema. Anguissa anche lui non è stato bene, c'è un virus influenzale in giro, ogni tanto ne ammazza uno ma se sta bene gioca altrimenti gioca un altro. Ieri stava meglio, vediamo oggi. I progressi di Hojlund? Aveva fatto sempre buone partite, aveva avuto anche occasioni importanti non finalizzate purtroppo in gol, a Monza ha fatto un bellissimo gol e una buona partita".
Tanti gol in campionato? Allegri dice la sua - "Ora in Italia si segna tantissimo? Ci sono tante componenti, per esempio ci sono più minuti di gioco effettivo" ha sentenziato il tecnico del Napoli. "Ma L'altra cosa è che siamo all'inizio, i punti contano ma solo fino a un certo punto. Sono curioso di vedere a marzo quando i punti servono per entrare in Champions o non retrocedere, lì anche a livello psicologico cambia, poi certo ci sarà una differenza anche nel modo di giocare e nelle caratteristiche dei giocatori, ma credo che i numeri ritroveranno il loro equilibrio".