NAPOLI

Conte, la 'regola del 2' e quel minaccioso "io arrivo primo o secondo": così AdL oggi vuole anticipare i tempi

Dal post Juve, il tecnico azzurro non è mai rimasto per più di due stagioni sulla stessa panchina

15 Mar 2026 - 11:58
 © Getty Images

© Getty Images

La regola del due: due anni con l'Italia, altrettanti con il Chelsea, poi con l'Inter e - giusto un poco meno - con il Tottenham. Solo con la Juve Antonio Conte ha superato la seconda stagione: torniamo però al triennio 2011-2014, per l'esattezza, con 133 panchine. Da lì, a parte la parentisi da ct, 106 panchine con i Blues di Stamford Bridge, 102 con i nerazzurri, 76 con gli Spurs. Ora, a Napoli, siamo a quota 82 e ci avviamo, calendario alla mano, verso la 'fatidica' soglia. Già l'anno passato, a dire il vero, si era arrivati a un centimetro dall'addio, ma all'indomani dello scudetto ebbero la meglio il senso di responsabilità e la volontà del presidente De Laurentiis di investire fior fior di milioni sul mercato per soddisfare le ambizioni del suo tecnico. Ora, con un Napoli in netta risalita grazie anche alla fine dell'emergenza infortuni che tanto ha pesato sulla stagione dei campioni d'Italia, ci risiamo. 

Dopo la vittoria sul Lecce, l'avviso è arrivato: "Io in panchina arrivo primo o secondo, lo dice la storia. Le altre si stanno preparando ai fuochi d'artificio e noi dovremo fare altrettanto" ha detto Conte. "La volontà di continuare c'è" ma "incontrerò De Laurentiis per vedere se ci sono i presupposti per continuare assieme: se saremo contenti andremo avanti, altrimenti ci saluteremo se non ci sarà sintonia". Detto che la 'sintonia' nel linguaggio di Conte equivale a investimenti pesanti, la palla passa ancora al presidente che, sia detto con chiarezza, ha sempre risposto al meglio. La storia recente del Napoli dice infatti questo, un impegno continuo per assicurare al club azzurro anni ai vertici del calcio italiano. 

Quando, dunque, questo incontro? A fine stagione come l'anno passato? Con la qualificazione Champions praticamente blindata, il confronto ora potrebbe essere anticipato: voci partenopee riportano la volontà presidenziale di avere certezze prima, senza dover arrivare a maggio o giugno, correndo i rischi di una rifondazione a quel punto difficoltosa. De Laurentiis conta e confida sul suo tecnico ma rispetto alla stagione scorsa non intende più logorarsi in uno stillicidio di avvisi, mezze frasi, tentennamenti.