La scalata di Delli Carri: "Dalla C alla A in 2 anni, sfido i pregiudizi e ora sogno il duello con Malen”
Seconda promozione di fila per il difensore col vizio del gol: “Adesso vorrei incrociare di nuovo l’idolo Chiellini, questione di Juve e di famiglia”
di Paolo Borella© Getty Images
Quattro stagioni, quattordici gol (da difensore centrale) e due promozioni di fila dopo, a 27 anni Filippo Delli Carri è pronto a riaffacciarsi alla Serie A. La seconda occasione, dopo solo 5 presenze nel 2022 alla Salernitana, arriva in seguito a un’annata da protagonista con il Monza, in cui è stato titolare fisso di mister Bianco e ha potuto esultare al termine di due serie playoff ricche di emozioni con Juve Stabia e Catanzaro.
E pensare che fino a 12 mesi fa era ancora in Serie C a Padova: “Il mio è stato un percorso particolare. Dall’Under 23 della Juventus mi sono ritrovato in A con la Salernitana e speravo di poter fare qualcosa in più. Invece sono sceso di nuovo in C e da lì è partita la mia vera carriera”, spiega Delli Carri in esclusiva a Sport Mediaset.
A Monza, dopo la retrocessione di un anno fa, l’obiettivo era uno solo: “Volevamo tornare in Serie A a tutti i costi e ci siamo riusciti. La sconfitta di Mantova ci ha negato la promozione diretta, ma nessuno toglie i 76 punti raccolti in campionato. Nelle stagioni precedenti, avrebbero portato almeno al secondo posto. Non ci siamo abbattuti, non abbiamo mai sbagliato atteggiamento e siamo arrivati lo stesso in fondo con umiltà e perseveranza”.
Fino alla doppia finale con il Catanzaro e quel 2-2 complessivo che è valso la gioia della Serie A grazie al miglior piazzamento, non senza sofferenza e qualche brivido finale. Prima ancora, la semifinale con la Juve Stabia e il pareggio fuori casa riacciuffato anche grazie al gol dello stesso Delli Carri. Con tanto di esultanza “alla Simeone”, per sottolineare che il gruppo aveva gli attributi: “Ci tengo a chiarirlo: nulla di provocatorio verso i tifosi avversari, solo un gesto motivazionale per panchina e compagni”.
La festa sul pullman scoperto per le vie di Monza (“con Birindelli e Dany Mota anime della festa”) ha già lasciato spazio a vacanze, riposo e a vecchie passioni da chef: “Cucino soprattutto per gli altri, i risotti sono la mia specialità”.
Ma per il “Tucano” Delli Carri, soprannome che arriva da un bar di Padova frequentato negli anni di Serie C, tra non molto sarà già tempo di pensare alla nuova sfida: “Tornare in A è già una bella rivincita, tante squadre mi hanno sottovalutato nel corso della mia carriera. Restarci sarebbe una sfida ancora più grande, vorrei ribaltare di nuovo i pregiudizi”.
Magari con il solito vizio del gol, da 12 reti negli ultimi 3 anni, non male per un difensore centrale: “A Padova ci ho preso gusto, è una caratteristica che mi sto portando dietro e dà un qualcosa in più alla squadra, soprattutto quando le cose girano bene”. Pronto per il fantacalcio? “Vediamo… non creiamo troppe aspettative, dai”, scherza il classe ’99 nato a Torino.
Che nel capoluogo piemontese è poi tornato dal 2017 al 2021 tra Primavera e Under 23 della Juve: “Mi allenavo con Ronaldo e Dybala, ma il mio idolo è sempre stato Giorgio Chiellini. Un punto di riferimento fin da bambino, era addirittura compagno di mio padre Daniele ai tempi della Fiorentina. Mi ha insegnato tanto, “rubavo” tutto da lui, a partire dall’atteggiamento. Si è sempre migliorato, anche sul piano tecnico, e questo mi ha ispirato a dare qualcosa in più, anche quando venivo criticato”.
Non solo i difensori. Ora Filippo mette nel mirino gli attaccanti top con cui andrà a duello dopo l'estate: “Avevo già affrontato Lautaro con la Salernitana, stavolta mi piacerebbe sfidare Malen: ha letteralmente spaccato la Serie A. L’ambizione è quella di confrontarmi con i migliori”.
Mentre il confronto con papà Daniele, ex difensore di Torino, Piacenza e Genoa tra le altre, potrebbe entrare presto nel vivo: “Nelle interviste diceva che il paragone tra noi poteva essere fatto solo se avessi raccolto 250 presenze in Serie A. In effetti è vero, ha un curriculum troppo importante. Ma ultimamente forse lo ripeteva anche un po’ per paura, tanti suoi amici venivano a vedere le mie partite e gli dicevano che lo stavo per sorpassare…”.