VERSO MILAN-INTER

Verso il derby, Tonali e Leao: "Il Milan crede nello scudetto"; Correa: "Vincere per dare un messaggio a tutti"

Parlano i protagonisti alla vigilia della stracittadina d'alta classifica a San Siro

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Domenica 7 novembre, ore 20.45: i riflettori di tutta Italia, ma anche di diversi paesi in giro per il mondo, saranno tutti puntati sullo stadio Meazza per Milan-Inter. Un derby sempre affascinante, con un San Siro quasi al completo per quanto permesso e una classifica da protagonista che mette di fronte la capolista Milan (insieme al Napoli) e la più prossima delle inseguitrici, l'Inter a sette punti di distanza. Al fischio finale la situazione potrebbe assumere connotati e significati opposti, dalla fuga là davanti alle distanze accorciate fino al pareggio che lascerebbe - almeno sull'asse milanese - le cose come stanno. L'aria da big match è frizzante e i protagonisti sono carichi dopo gli impegni di Champions.

Uno dei protagonisti dovrebbe essere Sandro Tonali, punto di forza del Milan di quest'anno che però avrebbe potuto vestire la maglia dell'Inter in quello che un derby di mercato: "Se mi volesse davvero non lo so neanch'io, mi ero staccato da tutto quell'estate - ha commentato il centrocampista al Corriere dello Sport -. Ora sono dove sognavo di essere e se anche arrivasse un'offerta dall'estero, non cambierebbe nella mia testa la scelta che ho fatto. So cosa ho passato per arrivare a vestire la maglia del Milan e lasciarla sarebbe un errore. Da giocatore-tifoso del Milan sogno di diventare un bandiera rossonera, ma per riuscirci bisogna essere grandi ovunque e non solo in campo".

Anche il rendimento di Tonali è cresciuto in questa stagione: "A questo Milan per ora darei 9, crediamo allo scudetto. Siamo partiti forte come l'anno scorso e vogliamo continuare così". Il leader in campo e fuori però è sempre Ibrahimovic: "E' l'uomo chiave in ogni momento, ma all'inizio ero in soggezione".

Tra i calciatori di Pioli più continui nel rendimento in questo inizio di stagione c'è anche Rafael Leao, costretto al tour de force vista l'assenza di Rebic da ormai qualche impegno: "Ricordo il derby vinto con il mio assist a Ibra - ha commentato il portoghese a La Repubblica in vista del big match contro l'Inter -, peccato non ci fosse il pubblico. Voglio vincere davanti ai tifosi, il derby è un derby e va vinto, però è presto per dire se vale un pezzo di scudetto". Anche per il portoghese il faro in campo e a Milanello è Ibrahimovic: "Per me è un fratello maggiore, gli sto sempre vicino. Lui sa che posso fare la differenza coi piedi, ma mi mostra che l'importante è nella testa. Lui è un punto di riferimento per me, un esempio, come Pioli che è un allenatore esigente e Maldini che è un idolo e ci parla con semplicità per farci rendere al meglio". 

La crescita di Leao però in questo inizio di stagione sembra essere tutta nella convinzione di poter essere determinante con qualità e coraggio nelle giocate: "Sento la fiducia dei compagni quando mi danno la palla, io dribblo per liberarmi davanti alla porta per segnare o fare assist. Dio mi ha dato il talento, una cosa rara, ma senza sacrificio e lavoro duro non si va da nessuna parte".

Dall'altra parte del campo, con la maglia dell'Inter, ci sarà un giocatore al primo Derby della Madonnina dopo aver disputato più volte la stracittadina a Roma come il proprio tecnico Simone Inzaghi. Quando Joaquin Correa vede il Milan poi si scatena in zona gol: "Siamo a inizio stagione, ma nell'aria si sente che è una partita speciale - ha commentato l'argentino alla Gazzetta dello Sport -. Questa sfida può cambiare una stagione e non dobbiamo fare calcoli, ma stare attaccati alla vetta".

Ai rossoneri ha già segnato cinque gol in nove partite tra campionato e Coppa Italia: "Sono state tutte reti importanti come in semifinale di Coppa Italia o quella segnata al 94', ma voglio segnarne ancora. Il derby di Milano lo seguivo in tv da bambino e sognavo di giocarlo un giorno. L'Inter l'avevo già sfiorata da ragazzo nel 2012, ma era destino che ci arrivassi da adulto. Per essere qui è stato importante anche Simone Inzaghi, sentirlo quest'estate mi ha reso felice e sicuro della scelta. Lui è come era alla Lazio, bravissimo a gestire con intelligenza e bravo a farsi volere bene dai suoi giocatori". In attacco si giocherà il posto con Lautaro: "La nostra è una competizione sana, anzi Martinez mi sta aiutando tantissimo in tutto anche fuori dal campo, ci teneva che venissi all'Inter. Dzeko? Scherzo sempre con lui, meglio averlo in squadra che contro".

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