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Max è solito cambiare a partita in corso ma difficilmente rinuncia all'idea della difesa a tre
di Andrea Cocchi© Getty Images
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Parlare di sistemi di gioco nel 2026 fa anche un po' ridere. Figurarsi con uno come Allegri che, quando gli parli di numeri, è come se insultassi l'ippica o il basket, i suoi grandi amori. Ormai si attacca in un modo e si difende in un altro e risulta complicato ridurre la disposizione di una squadra a una sequenza di cifre. Come fai, per esempio, a "quantificare" la Juventus, che ha l'esterno di difesa sulla trequarti e la mezzala che fa il terzino e l'attaccante? Il Milan ha trovato la sua quadratura nel 3-5-2 di partenza, con possibili variazioni a seconda del piano gara. Ci sono state partite in cui ha impostato a quattro, vedi Como e Firenze, per poi tornare alle vecchie sicurezze che permettono ai rossoneri di concedere poco a chi gli sta di fronte.
Allegri legge le partite come pochi e ha sempre rinunciato a dare una logica ferrea alle sue squadre, proprio per poter cambiare a seconda di come gira la gara. Il vantaggio è che è difficile trovare le contromisure a una squadra così "camaleontica", lo svantaggio è che, quando non si riesce a venire a capo della struttura avversaria, non hai situazioni automatiche a cui appoggiarti. Max e il suo staff lavorano sulle caratteristiche degli avversari costruendo piani gara accurati. Gli esempi sono tanti, dall'attacco alle spalle di Luis Henrique nel derby, al pressing alto con Nkunku largo, per liberare le incursioni nel mezzo spazio di sinistra, contro il Napoli.
Le cose vengono preparate ma poi si cambiano, se si può migliorare. La soluzione con la difesa a quattro e il tridente si è vista in qualche occasione a partita in corso. Allegri la valuta solo come situazione temporanea e non fissa. I motivi sono vari: dalla condizione di Leao (oltre che dalla sua scarsa voglia di rientrare in fase difensiva), al rischio di sbilanciare troppo una squadra che ha un playmaker che è un fuoriclasse ma ha un età da pensione (per il calcio perché nella vita normale dovrebbe ancora lavorare altri 27 anni), e mezze ali portate all'incursione. Insomma, le caratteristiche dei singoli e la loro condizione fanno propendere per altri sistemi.
Qualcuno si lamenta della scarsa propensione offensiva della squadra ma quel qualcuno esaltava Allegri fino a poco tempo fa. La coerenza non è uno dei punti fermi di chi segue il calcio e va di pari passo con i risultati. Il morbo dell'opinionismo fa il resto. D'altra parte il mantra dell'allenatore del Milan è sempre stato: "Chi vuole lo spettacolo vada al circo". Se andava bene quando vinceva i derby deve andare bene anche quando perde gli scontri diretti.