"Arrivare qua per me significa realizzare un po’ un sogno. Fin da bambino, come tutti, pensavo di diventare un giocatore, però arrivare a questi livelli... non è facile. Quindi è un sogno". Mario Gila, secondo grande colpo del mercato del Milan, vive un sogno a tinte rossonera e ne parla sulle pagine de La Gazzetta dello Sport: "Adesso cerco di essere positivo, di integrarmi velocemente, di parlare con tutti i compagni. Sono molto contento di essere al Milan. Abbiamo una bella squadra e, anche se non so cosa voglia fare la società fino alla fine del mercato, sono convinto che il nostro è un gruppo competitivo. Lo abbiamo dimostrato facendo bene contro lo United e dobbiamo continuare su questa strada. Ho voluto fortemente il Milan perché le parole di Tare erano molto positive sia sulla squadra sia sulla società. Poi ho ricevuto la chiamata di Ruben e mi ha subito convinto a venire. Avere il tecnico e il club che ti vogliono è stato molto importante nella mia decisione. Anche se mi volevano altre squadre, ho sempre considerato che il Milan fosse la scelta migliore".
Fattore Tare
"Un fattore molto importante in questa decisione è stato Tare. Lo ringrazio tantissimo perché è stato una delle persone che mi hanno aiutato di più nella mia carriera e sicuramente ha messo il mio nome nella testa del Milan fin da subito, già a marzo, quando mancavano ancora tanti mesi alla fine della stagione. Dal canto mio credo di aver offerto un ottimo rendimento con la Lazio e questo mi ha consentito di piacere anche ad Amorim. Quindi alla fine l’affare è stato concluso e sono molto contento".
Sulla vittoria con lo United
"Sono sincero, ci voleva. Sono molto contento per il successo e per la prova della squadra. Sentivo che questa era la sfida ideale per ritrovare un po’ di positività in vista dell’inizio della Serie A. Sono molto contento che la squadra abbia disputato un incontro così, contro un avversario importante come il Manchester United. Ho provato sensazioni positive e, anche se c’è da continuare a lavorare, abbiamo dimostrato di essere pronti per l’inizio del campionato".
Sull'infortunio
E dopo il problema al retto femorale destro che ne ha condizionato la preparazione anche lo spagnolo sarà pronto per il Torino: "Ho vissuto un mese strano, particolare. Purtroppo mi è già capitato di farmi male durante la preparazione. Due anni fa ho passato due mesi infortunato alla Lazio e mi era capitato anche negli anni precedenti... Mi sento meglio e sono molto contento perché la squadra ha un’energia positiva. Quando sono entrato in campo mi sono sentito bene con tutti e penso che questo mi abbia aiutato".
Il feeling con Amorim (e il paragone con Allegri)
"Con l’allenatore mi sono trovato subito a mio agio. È un tecnico a cui piace parlare con tutti, che cerca di curare i rapporti anche fuori dal campo. Penso che questo sia un fattore molto importante all’interno di una squadra. Giocare con la linea più alta è sicuramente più rischioso. La scorsa stagione ho visto parecchie volte il Milan e aveva uno stile di gioco diverso, molto rispettato anche alla luce dei risultati ottenuti almeno fino a primavera. Però era un gioco molto diverso da quello attuale e magari la squadra aspettava di più e difendeva maggiormente con il blocco basso. Quest’anno l’interpretazione tattica è totalmente diversa e i tre dietro stanno molto più alti, alzando il baricentro. È vero che è tutto più difficile e che si corrono più rischi lanciandosi più metri alle spalle, però così la squadra ha la possibilità di recuperare palloni in una zona più pericolosa del campo. Penso che il nostro calcio sarà molto più propositivo e più offensivo. Dietro devi giocare... al millimetro, essere molto preciso e sincronizzato nei movimenti perché altrimenti... Contro lo United ci è successo un paio di volte di non essere messi bene e in situazioni così gli avversari possono arrivare facilmente in porta. Però, ripeto, a me piace questo atteggiamento e si addice alle mie caratteristiche. Giocando così penso di poter aiutare molto la squadra".
Di nuovo con Modric
"Lui è speciale. Ho avuto la fortuna di conoscerlo quando ero più piccolo e sono stato con lui al Real Madrid. Mi allenavo con la prima squadra e, anche se l’ho 'vissuto' poco, lo guardavo come un riferimento: era un giocatore da ammirare, da osservare e dal quale imparare. Ritrovarmi con Luka qua al Milan per me è un regalo del destino. Mi piace parlare con lui, conoscerlo e ascoltare i suoi suggerimenti e tutto quello che può trasmettermi. Sono sicuro che mi farà migliorare tantissimo come giocatore e, soprattutto, come mentalità".
Sulla strada giusta
"Le cose che dobbiamo migliorare sono tante: per esempio non bisogna commettere errori banali e di presunzione oppure regalare gol agli avversari. Ciò premesso, la base di partenza è ottima e secondo me ci consentirà di competere a un livello molto alto. Ora sta a noi continuare a lavorare per fare altri passi in avanti. Cardinale e Amorim hanno detto che vogliono vincere? A me piace vincere le amichevoli, le partitelle di allenamento e qualsiasi gara. Per me non esiste... non vincere. Se entra in tutti noi questa mentalità, questa voglia di andare avanti partita dopo partita in campionato e in Europa League, riusciremo a toglierci delle soddisfazioni e sicuramente regaleremo delle gioie ai nostri tifosi".