Lazio

Addio Sarri-Lazio: lo scontro con Lotito e il nodo contratto

Il tecnico vuole incontrare il presidente per trovare un accordo per risolvere il contratto, altrimenti si dimetterà il 30 giugno

25 Mag 2026 - 12:04
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Il saluto finale

Se l'addio di Maurizio Sarri alla Lazio è cosa nota, sono avvolte nel mistero le tempistiche con cui il tecnico toscano lascerà i biancocelesti. Pochi giorni o un altro mese, come riporta "Il Messaggero", tutto dipenderà dalla chiamata di Claudio Lotito e dalla volontà di trovare un accordo risolutivo sui due anni rimanenti di contratto.

Dopo la partita contro il Pisa, Sarri ha salutato la Lazio: "Non mi sono pentito di essere tornato perché è stata una stagione formativa, che mi ha cambiato e reso più empatico con i giocatori". Decisiva per incrinare un rapporto mai amichevole tra Sarri e Lotito la questione mercato: "Dopo la sessione estiva bloccata, la società mi aveva detto che sarebbe stata fatta una campagna acquisti importante a gennaio e avrei avuto voce in capitolo. Non è andata così. A Formello puoi sbattere i pugni quanto vuoi, ma non ti ascolta nessuno".
Nonostante le difficoltà, Sarri è rimasto al timone della Lazio: "Ho mantenuto la promessa col popolo biancoceleste di arrivare fino a giugno", ha detto. Leggendo in filigrana le sue parole, sembra che in realtà uno spiraglio (molto ridotto) per rimanere possa esserci: "Ora non sono contento, ho perplessità andare avanti, così come il presidente avrà le sue, ma ci sono altri due anni di contratto. O si trova un accordo veloce per risolverlo oppure va rispettato". Probabile però che si tratti solo di una frase di circostanza, per evitare di gettare ulteriore benzina sul fuoco prima del faccia a faccia con Lotito.

Incontro con Lotito?

 La settimana scorsa il tecnico ha incontrato il ds Angelo Fabiani, senza però affrontare il tema del contratto: Sarri ne vuole parlare direttamente con Lotito. Detto del malcontento dell'allenatore, anche il presidente non è soddisfatto del campionato (54 punti, 11 in meno di Baroni la passata stagione), con l'esclusione dalle Coppe europee per il secondo anno consecutivo. Oltre alle continue frecciate durante tutto l'anno da parte di Sarri, il numero uno biancoceleste non ha gradito nemmeno le trattative che il tecnico ha portato avanti in segreto con Napoli e Atalanta.
Eppure, nonostante questa situazione, il divorzio potrebbe essere più complicato del previsto. Il motivo? I soldi. Lotito ha voglia sì di liberarsi dei 10 milioni lordi di ingaggio che gli restano da corrispondere, ma vuole far pagare il "tradimento" al proprio allenatore. Ballano ancora alcune mensilità da riconoscere e commissioni per entourage e staff, già danneggiato dalle dimissioni del primo mandato.

Che cosa succederà ora?  Se si troverà un accordo economico la questione si potrebbe risolvere in tempi rapidi, altrimenti ci sarà un altro mese di fuoco. Il tecnico toscano è già promesso sposo dell'Atalanta ed è atteso a Bergamo entro giovedì. Tuttavia, il Comandante vuole prima trovare un accordo risolutivo con la Lazio. Il termine ultimo è il 30 giugno, quando scadrà il primo dei tre anni per cui aveva firmato: in questo modo riceverà tutte le mensilità previste.
Se per la fine del mese non sarà ricevuto da Lotito, presenterà le dimissioni e raggiungerà Cristiano Giuntoli alla Dea. Lotito però valuta anche i danni lasciati dalle ultime parole di Sarri: "A Formello è un ambiente difficile. Evidentemente chi ci ha lavorato ha incontrato i miei stessi problemi, se l'epilogo è stato lo stesso". La panchina della Lazio scotta già, chiunque succederà a Sarri (Grosso e Palladino in pole) è avvisato.