© Getty Images
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"Messaggio alla squadra? Devo ringraziarla perché non ha mai mollato in una stagione devastante. Questa non è stata sicuramente la squadra più forte che ho allenato, ma quella che forse è stata la pù forte dal punto dei valori morali". Così il tecnico della Lazio Maurizio Sarri dopo la vittoria sul Pisa nell'ultima giornata di campionato. Sarri non si sbilancia sul futuro: "Io sono ancora sotto contratto ma non sono contento perché quest'anno mi sono sentito poco ascoltato. È stata la stagione più difficile da quando sono in Serie A per tantissimi motivi. Aver tirato fuori una stagione dignitosa è buon risultato, poteva andare peggio. Abbiamo fatto 29 punti nel girone di ritorno. Insomma è stata una stagione buona considerando tutte le difficoltà - ha detto a Sky - Ascoltato su cosa? Il discorso è troppo lungo, è un discorso da fare con la società. Se un'annata così fa passare la voglia anche di tornare dove si è già stati? Questo non lo so, ho un contratto in essere qui e mi viene difficile rispondere a questo genere di domande. Poi se nei prossimi giorni non ce l'avrò più, valuteremo tutto".
A Dazn: "Ci saranno i prossimi giorni in cui ci sarà da discutere, non sono contento di tante cose. Valuteremo se ci sono le possibilità per andare avanti o meno. Vorrei essere più ascoltato, ho avuto la sensazione di non esserlo. Non so da cosa sia dipeso, sono state fatte cose che non condividevo. C'è stato dialogo su cose poco importanti e poco dialogo su cose che ritengo importanti". "Questa è un'annata molto formativa, che forse è riuscita a colmare alcuni difetti innati in me. Avrei preferito viverla a 40 anni che in questo momento della carriera. Sono diventato più paziente ed empatico con i giocatori, prima lo ero meno, poi certe situazioni ti insegnano che i tuoi ragazzi sono l'unico appiglio", ha proseguito il tecnico toscano. Sarri ringrazia i tifosi "sempre e comunque, hanno mostrato un amore incondizionato. Il rapporto con la società non c'entra niente, loro sono nel mio cuore e ci staranno". Infine, su Pedro: "Spesso era lui a decidere se partire o giocare gli ultimi minuti. Il rapporto con Pedro è questo, un giocatore e un ragazzo straordinario, che mantiene l'entusiasmo di un bambino".