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Gattuso si presenta: "Bisogna mettere l'elmetto, pedalare e lavorare"

Il nuovo tecnico biancoceleste ha parlato oggi in conferenza stampa. Tanti i temi toccati, dal mercato al rapporto con Lotito

11 Lug 2026 - 17:26
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"Sono orgoglioso, ho buonissime sensazioni. Penso che dobbiamo continuare su questa squadra, sappiamo quali sono le problematiche, so bene che c'è da mettere l'elmetto, lavorare e pedalare"

Gennaro Gattuso si presenta così ai tifosi della Lazio. L'ex commissario tecnico della Nazionale ha firmato un contratto fino al 2028. Il nuovo allenatore dei biancocelesti sa che la missione che lo aspetta è tutt'altro che semplice: "È una sfida, con qualche giocatore ho lavorato. Ho contemplato tutto, sappiamo che dobbiamo fare due o tre cose. L'obiettivo è creare un clima familiare e avere una squadra che diverte la gente e cha la fa sentire orgogliosa".

Per quanto riguarda l'aspetto tattico, l'allenatore ha dichiarato: "Noi dobbiamo capire che vogliamo fare, avere una linea che rompe, linea più alta di quella di Maurizio (Sarri, ndr), per me grandissimo allenatore, ma con il quale farei cose diverse. Senza Gila ci serve un sostituto ma ho chiesto un po' di pazienza, prima devo capire chi ho in casa e valorizzarlo visto che non abbiamo molti soldi. Dobbiamo sbagliare il meno possibile". 

A proposito di mercato, Gattuso ha aggiunto: "Dobbiamo vedere, sicuro un centrale di difesa, poi vedremo in attacco perché bisogna valutare Ratkov che ha avuto difficoltà, un paio di cose bisogna farle ma per rispetto di chi fa parte della rosa non sarebbe giusto parlarne oggi. La base c'è, ma dovremo fare delle operazioni. A centrocampo abbiamo giocatori buoni, sui terzini siamo tanti anzi. Vediamo che si può fare con una base importante". La Lazio ha dovuto separarsi anche da Provedel: "Abbiamo Mandas e Motta, ora dobbiamo lavorare con serenità e isolarci anche dall'ambiente che ora non è ideale ma la nostra strada è il lavoro, professionalità e senso di appartenenza. Cambiare sarà difficile ma sicuramente la voglia non deve mancare". 

L'ex tecnico di Milan e Napoli torna ad allenare in Serie A dopo cinque anni: "Volevo un percorso diverso. Io penso che all'estero si migliora perché abbini la tua cultura e mentalità con qualcosa di nuovo. Noi italiani pensiamo di essere i migliori perché bravi a livello tattico ma il calcio cambia velocemente e in questi ultimi anni ho voluto prendere un pezzo da ogni parte per completarmi".

Gattuso ha parlato anche della mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali: "Ringrazio tutti i ragazzi che ho allenato. Mi hanno dato tutto. Il calcio è composto da episodi e non possiamo farci nulla. Da giocatore ho avuto un po' di fortuna ma ora da allenatore è arrivata la mazzata sui denti. Quel poco di buono fatto è stato cancellato per i rigori e nessuno se ne ricorda. Sono molti anni che sono in questo mondo e lo so. C'è rabbia ma sono fiducioso, altrimenti non stavo qua". 

Interpellato sull'assenza di Claudio Lotito in conferenza, il tecnico della Lazio ha commentato: "Dispiaciuto? Sinceramente è meglio. Ci fosse stato il presidente, si sarebbe parlato solo di lui. L'ho trovata una scelta rispettosa nei miei confronti. Lotito deve fare il presidente. Il presidente meno parla meglio è. Questa deve essere la linea. Sta a noi creare qualcosa di carino, poi vediamo. Io la vedo così, dico quello che penso". Gattuso ha aggiunto: "Io con lui ho un rapporto franco, gli dico tutto quello che gli devo dire e gli ho detto di sistemare qualcosina in difesa. Il problema è che ha troppi telefonini e lo chiama il mondo. Quindi lui lo sa, la squadra è sua e se vuole dire qualcosa lo può dire a me e alla squadra e spero risponda meno al cellulare. Noi dobbiamo stare bene insieme, siamo suoi dipendenti ma le cose vanno sempre dette con educazione". 

A conclusione della conferenza, Gattuso ha parlato anche del passaggio di Mario Gila al Milan: "Se fosse stato per Fabiani e Lotito, il giocatore sarebbe stato qua. Sono stato io a convincerli, chi non vuole stare qua deve andare. Chi vuole rimanere deve farlo con la testa. Ho parlato con Mario ed è stato onesto, mi ha raccontato dei soldi che gli offrivano. Ha dato tutto, la sua professionalità non si può discutere.  Non poteva più rimanere, tra i parametri finanziari e il contratto, era arrivato il suo momento. Chapeau al direttore che ha fatto una giocata da fantasista, ma è giusto che sia andato via". 

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