Spalletti: "Altre volte abbiamo giocato meglio, ma era importante vincere"
Il tecnico bianconero dopo il successo sull'Atalanta: "Nel secondo tempo alla pari, in Champions per la gloria e non per i soldi"
Per la prima volta da quando c'è Luciano Spalletti alla guida, la sua Juventus ha pensato più al risultato che al bel gioco. Alla fine la vittoria di Bergamo pesa come un macigno nella rincorsa a quel posto in Champions League fondamentale per il futuro bianconero. E il tecnico toscano ammette che stavolta contavano soprattutto i tre punti. "Nella prima mezzora abbiamo sofferto perché loro sono bravi, noi eravamo sempre in ritardo e abbiamo creato poco. Nel secondo tempo è stata un'altra partita, abbiamo giocato alla pari. Altre volte abbiamo giocato meglio, ma non abbiamo portato a casa la partita. Queste sono gare che valgono molto, anche se noi non ci siamo non arrivati benissimo per qualche problema fisico di Yildiz, Conceicao e anche Thuram, soto stati un po' sotto livello", l'analisi di Spalletti a Sky.
Sul portoghese: "Conceicao si è dato da fare e ha fatto delle grandi giocate. E' stato costretto a giocare dentro al campo, mentre quando giocava in fascia non ha mai potuto fare degli uno contro uno, che è la sua qualità. Insomma, le cose si sono rimesse a posto e la squadra poi si è incastrata meglio, ha trovato più tempi di uscita, trovato più riferimenti".
Una vendetta per quanto accaduto in Coppa Italia? "Stasera non riuscendo a gestire palla, loro poi ti portano un po' in giro a destra e a sinistra perché fanno questo perimetrale con tanti giocatori. Riescono benissimo a cominciare a destra e finire a sinistra. Ti costringono ad abbassarti e noi siamo stati poco bravi nel riuscire a trovare le distanze e a trovare le misure. Un altro difetto è quello che si sale poco con la linea difensiva, a volte si rimane un po' lunghi e allora si subiscono le giocate dentro che poi ti spaccano in due. Perché palla costruita a sinistra e giocano davanti, scarico sul mediano e vanno a destra, laggiù poi devi ricomporre la squadra e loro hanno questa qualità di portare sempre l'ampiezza e ti fanno fare fatica".
Sulla volata Champions le idee sono chiare. "E' un'altra questione la nostra: è un livello di gloria e di stare in una competizione dove ti guardano i bambini dall'altra parte del mondo. Secondo me la Champions senza squadre come la Juve stride un po': ti chiamano e ti dicono che ci devi stare. Non sono tanto discorsi di soldi per comprare giocatori: se non siamo dentro, il prossimo anno non si gioca la Champions. Può darsi che, per quello che si è lasciato per strada, tu perda dei punti e ci siano squadre davanti come Roma e Como e lo devi accettare. Noi però siamo la Juventus e dobbiamo stare là", le parole di Spalletti a Dazn.
Sul rinnovo: "Ringraziamo la proprietà ed Elkann di essere qui, mi avrebbe fatto piacere vederlo anche negli spogliatoi. Si è impegnato in questi anni per costruire una squadra forte e noi dobbiamo soddisfare la sua ambizione. Società organizzatissima, che spinge per essere dentro il più possibile nel futuro. Si continua a lavorare, il gruppo è forte e unito. Alcune volte non ce la fanno e altre sì: a me non piace fare partite sulla difensiva, ma se gli avversari ti costringono a fare quello, il modo di fare calcio è quello di sacrificarti in fase difensiva che è una fase importante. Lì calciatori come Boga spariscono un po' dal gioco e diventa difficile per loro".
Terzo posto alla portata? “È giusto iniziare a pensarci, ma ci attendono partite molto difficili, con un calendario impegnativo. Ad esempio il Bologna ha ritrovato entusiasmo. Dobbiamo concentrarci solo su noi stessi e sul nostro gioco”, la risposta in conferenza stampa.