Locatelli: "Dobbiamo tornare a vincere, il progetto è solido e la società penserà al mercato"
Il capitano bianconero fresco di rinnovo: "Provo un grande senso di responsabilità e spero di ripagarla in campo"
di Alberto GasparriManuel Locatelli è diventato la guida di una Juventus che cerca di tornare a vincere, se non proprio a dominare, come non le accade da ormai troppo tempo. E non solo perché il centrocampista lecchese ne è il capitano. A Torino lo sanno bene, tanto che il rinnovo fino al 2030 è arrivato senza patemi, anche grazie al benestare di Luciano Spalletti. Oggi il "Loca" è uno dei pilastri su cui costruire la Juve del prossimo futuro. "Difficile descrivere l’emozione del rinnovo da capitano della Juventus: bisognerebbe chiedere a un bambino domani allo stadio, a un piccolo tifoso bianconero. Quelle sono le mie sensazioni, sono momenti di grande felicità, per me è l’ennesimo sogno che si realizza. Provo un grande senso di responsabilità e spero di ripagarla in campo", le sue parole alla vigilia del match con il Bologna.
"La partita più importante della stagione è sempre la prossima: in questo periodo dell’anno ogni sfida è cruciale. Il Como ha avuto un risultato negativo, ma dobbiamo pensare solo a noi, a come vincere la gara di domani. Ci siamo preparati bene", ha aggiunto.
Sul futuro: "Quest’anno purtroppo non siamo riusciti a vincere trofei, abbiamo l’obiettivo della qualificazione Champions League e la cosa importante è che abbiamo un progetto solido. Dobbiamo tornare a vincere il prima possibile perché è quello che si aspettano tutti: tifosi, dirigenti e anche noi".
Cosa non ha funzionato? "Ci sono alcuni momenti cruciali e devi saper vincere alcune partite, costi quel che costi. In questi anni di sicuro c’è mancato qualcosa in queste circostanze, quella cattiveria che ti permette di ottenere i successi che poi portano ai trofei".
Si parla di mercato: "La società penserà al mercato e a tutto il resto: in questi anni sono passati tanti campioni alla Juventus, abbiamo in parte pagato l’inesperienza, ma vedo un progetto solido come società, allenatore e gruppo squadra".
E ancora: "Un anno alla Juventus vale come sette anni da un’altra parte, per quanto riguarda la gestione delle pressioni e tutto il resto. L’unica cosa che conta è quanto riesci a dare in campo: la cosa bella di questa annata è la capacità di condivisione che si è creata all’interno del gruppo".
Sulla sua esperienza: "Alla Juventus ho imparato a reagire: ho vissuto momenti difficili, fischi e critiche. Io sono rimasto sempre lì, mi sono messo in discussione e ho trovato il modo di reagire: la capacità di reazione è quello che ti permette di stare a questo livello".
L'ultimo periodo non è stato dei migliori per lui: "Ho vissuto settimane migliori rispetto a quella del rigore sbagliato col Sassuolo, seguito dall’eliminazione contro la Bosnia. Spalletti ci ha parlato, sapeva quale fosse la delusione, ma ci ha chiesto di mettere da parte quelle emozioni e sfruttare nel modo migliore le occasioni di riscatto che il calcio ti propone ogni 3-4 giorni".
A Bergamo la svolta? "Quella di Bergamo è stata una gara importante: non abbiamo avuto il pallino del gioco, ma abbiamo vinto lo stesso. È una capacità che bisogna avere, mantenere quell’atteggiamento e quella cattiveria. Non devono mai mancare entrambe quelle caratteristiche".
Un retroscena: "Ho ricevuto tanto affetto in queste ore: se ne devo citare uno, voglio fare il nome di Gianluca Pessotto, che per me è un riferimento. Mi ha parlato proprio dei momenti di difficoltà e di come quelli mi hanno plasmato per arrivare a essere il calciatore e l’uomo che sono oggi".
"Non mi sono mai immaginato lontano dalla Juventus, anche nei momenti in cui le cose non andavano per il meglio: nella mia testa volevo dimostrare il giocatore e l’uomo che sono. So che è una grande responsabilità questo rinnovo", ha ribadito.
Un pensiero per Alex Manninger, tragicamente scomparso: "Da bambino guardavo la Juventus e ho un grande ricordo di lui, lo porteremo sempre nel cuore e con affetto, domani lo ricorderemo anche allo stadio".