Juventus, per il mercato servono 70 milioni: ecco chi potrebbe partire
© Getty Images | Michele Di Gregorio (15 milioni), su di lui c'è l'Atalanta
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Dusan Vlahovic e la Juventus si separeranno ufficialmente il prossimo 30 giugno: oggi è andato vano anche l'ultimo tentativo tra le parti per trovare un accordo sul rinnovo di contratto, nonostante la forte volontà di Luciano Spalletti, che vedeva nel serbo il punto fermo del suo scacchiere offensivo per il futuro. Il nodo economico legato all'ingaggio - voleva 8-9 milioni di euro più ricco bonus alla firma, l'offerta era sui 6-7 milioni - ha creato una distanza incolmabile, sancendo la fine di una storia d'amore intensa, costosa e decisamente tormentata.
La storia tra Vlahovic e il club bianconero era iniziata nel gennaio del 2022. La Juve di Allegri, orfana dei gol di Cristiano Ronaldo (tornato al Manchester United sei mesi prima) e in piena lotta per il quarto posto, decise di affiancare a Dybala, Kean e Morata un nuovo bomber e di compiere uno degli investimenti invernali più imponenti della storia della Serie A. Alla Fiorentina andarono 70 milioni di euro più 10 milioni di bonus, strappando il talento serbo alla concorrenza internazionale. Per Vlahovic venne confezionato un contratto d'oro: una base di partenza da circa 7 milioni di euro netti a stagione, destinata però a salire vertiginosamente anno dopo anno fino a toccare il picco di 12 milioni di euro netti nell'ultimo biennio, complici i premi e la struttura a scaglioni dell'accordo originario. Un peso enorme sulle casse del club.
L'impatto iniziale fu di livello (gol al debutto in campionato e in Champions League e 9 gol in sei mesi), ma nel corso dei mesi il rendimento del numero 9 ha dovuto fare i conti con un problema fisico altalenante: la pubalgia. Nonostante lunghi periodi opachi, nelle quattro successive annata Vlahovic ha comunque sempre raggiunto la doppia cifra, 14, 18, 17 e 10 reti contando tutte le competizioni, superando i 60 gol complessivi in maglia bianconera e vincendo la Coppa Italia 2023/24.
Attorno al classe 2000 il dibattito tra i tifosi e gli addetti ai lavori non si è mai spento, tra chi sottolinea la sua capacità di segnare e chi critica la tecnica di base e una non completa affidabilità fisica. In mezzo a tutto questo si è inserita la discussione sul super stipendio, ormai arrivato ai famosi 12 milioni di euro, che - a maggior ragione nelle annate senza la qualificazione Champions - è diventato un bersaglio perfetto per la critica.
I segnali di un addio si erano già avvertiti l'estate scorsa. Dodici mesi fa, la Juventus aveva provato a metterlo sul mercato per evitare di doverlo perdere a parametro zero in questa estate. Sirene dalla Premier League e ricche offerte dall'Arabia Saudita avevano fatto pensare a un addio imminente. Poi, un misto di determinazione del giocatore (convinto di poter svoltare in bianconero) e la mancanza di offerte che soddisfacessero il club avevano portato alla permanenza per l'ultima stagione. Una tregua armata che sembrava poter sfociare in un rinnovo al ribasso, fortemente sponsorizzato da Spalletti, il quale ha cercato fino all'ultimo di fare da mediatore tra le esigenze della società e le pretese del calciatore. Senza riuscirci: dal 1° luglio Dusan Vlahovic sarà libero di firmare con chiunque.
© Getty Images | Michele Di Gregorio (15 milioni), su di lui c'è l'Atalanta
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