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Juventus, McKennie si racconta: "Spalletti è il miglior allenatore che abbia mai avuto"

Il centrocampista della Juventus si racconta a pochi giorni dalla sfida con l'Atalanta

09 Apr 2026 - 13:04
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"Non sono ciò che ti aspetti quando pensi a un giocatore di calcio professionista, ho conservato il mio lato bambino e mi godo la vita. Sono simile alle altre persone. Amo il calcio ma sono più di un calciatore". Con queste parole il centrocampista delle JuventusWeston McKennie inizia l'intervista a DAZN, pochi giorni prima della sfida che vedrà i bianconeri contro l'Atalanta. Sfida a cui lo statunitense non potrà partecipare dopo essere stato fermato per un turno dal giudice sportivo. Un racconto personale, tra le esperienze in Europa e i primi passi negli Stati Uniti, fino ad arrivare al legame con la famiglia e all'amore per il calcio: "Mi piace la musica, mi piace il golf, ho dei cani e cerco di non limitare la mia vita solo al calcio. Quando finisco gli allenamenti smetto di pensare al calcio e cerco di godermi le cose semplici della vita. Inoltre, non guardo tanto lo sport, mi piace solo giocarlo".

Su Luciano Spalletti solo parole di apprezzamento, identificandolo come il migliore allenatore mai avuto in carriera: "Vado molto d'accordo con lui. Penso che ogni calciatore abbia bisogni diversi, ci sono aspettative diverse su ognuno di noi. Ogni volta che vedo il mister mi dà un senso di sicurezza". "Quando ti rimprovera non ti rimprovera mai in maniera cattiva, lo fa sempre per farti migliorare - aggiunge - Ho avuto tante esperienze diverse, alcuni allenatori ti mortificano, mentre Spalletti grazie alla sua personalità ti fa pensare che devi migliorare, attira la tua attenzione ogni volta che ti parla, ha esperienza, è saggio. Si concentra molto sul successo di squadra, dice sempre che si può dribblare quattro avversari, far goal ed essere felici, ma se fai un bell'assist le persone felici sono due. Per questo dico che è il miglior allenatore che ho avuto in carriera, lo dicono i numeri e il modo in cui gestisce la squadra lo rende un ottimo allenatore".

Cosa si prova a essere stato il primo americano ad aver giocato nella Juve?  "Credo di non averlo ancora realizzato, me ne renderò conto a fine carriera. Se qualcuno in passato ha pensato non fossi all'altezza? Beh, credo che i fatti parlino da soli e mostrino ciò che ho fatto finora. Ognuno poi ha la propria opinione." Mckennie racconta anche qual è stato il periodo più duro: "Quando mi sono rotto il piede, nel 2022 contro il Villarreal. Non ero in grado di far nulla, giocare a calcio o camminare. Lì mi sono reso conto di quanto fosse importante la mia vita fuori dal calcio, perché se il calcio fosse stata l’unica cosa della mia vita e poi non avessi potuto più continuare, cosa avrei fatto? Ero devastato, stavo facendo una buona stagione e ho potuto riprendere solo tre mesi dopo, ma allo stesso tempo mi sono goduto altre cose". 

La domanda finale è su Cristiano Ronaldo: "È stato incredibile giocare con lui. Quando l'ho incontrato ho pensato che tutto ciò che senti su di lui, sulla sua professionalità, è tutto vero. Tornavamo alle tre di notte dalle partite e lui andava a farsi un bagno gelato invece di andare a casa. La mattina dopo una partita difficile lui era in palestra ad allenare tutto il corpo. Era qualcosa che avevo bisogno di vedere con i miei occhi per crederci."