L'ANALISI

Juve, tre punti e poco più. Per Spalletti risultato e clean sheet ma c'è ancora tanto da lavorare

Contro il Lecce era importante tornare alla vittoria ma il gioco non entusiasma e la coppia offensiva chiude in bianco. Bene la solidità difensiva. 

di Matteo Dotto
26 Ott 2026 - 07:45
 © IPA

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Siamo onesti: non una grande Juventus quella che torna da Lecce con due gol, tre punti e la porta inviolata. Vincere era d'obbligo dopo gli scricchiolii in campionato e in Europa. Pesava, in A, quel povero raccolto delle ultime due partite (la pesante scoppola casalinga con la Lazio e il pareggio di Cagliari) e psicologicamente non aiutava il 2-2 di giovedì scorso allo Stadium contro il modesto Rennes. 

Se possibile il Lecce si è mostrato ancor più modesto dei francesi. E la Juve prima di andare a segno con McKennie dopo 29 minuti (grande idea di Douglas Luiz, conclusione "sporca" dell'americano) non aveva costruito lo straccio di un'azione da gol. Una volta in vantaggio, la partita per la squadra di Spalletti si è messa in discesa e dieci minuti dopo ecco il raddoppio firmato dal brasiliano con la collaborazione di un Falcone poco reattivo. Praticamente sullo 0-2 sono finite le emozioni e neppure sono cominciati i brividi. Troppo debole in attacco il Lecce, solido e sicuro il terzetto difensivo bianconero dopo i buchi (5 gol subiti tra Lazio e Rennes) mostrati nelle ultime due uscite. In totale erano 7 le reti incassate nelle ultime 4 gare ufficiali. Semmai il peggior difensore juventino è parso Vicario: due lisci con i piedi potevano costare cari... 

L'indicazione più importante che doveva fornire la trasferta in Salento era quella sul funzionamento del 3-5-2 con in campo per la prima volta in campionato la strana coppia Woltemade-Kolo Muani provata senza grande fortuna giovedì sera in Europa League. Il 9 francese non ne ha azzeccata una: palloni regalati agli avversari, dribbling persi, sprecate le uniche due occasioni (la prima su assist di Douglas Luiz e la seconda su retropassaggio di Koopmeiners). Il 27 tedesco si è dato un gran daffare: ha protetto (non sempre efficacemente) tanti palloni, si è abbassato fino a centrocampo per ricevere palla e ripartire, ha pure causato un giallo a Gaspar. Ma anche lui, sottoporta, non pervenuto anche se l'unica occasione vera (sprecata) sarebbe stata azzerata dal fuorigioco. 

La nota più lieta per Spalletti è sicuramente quella della regia di Douglas Luiz: assist per l'1-0, il gol del 2-0, personalità da vendere. Forse la Juve ha finalmente trovato il regista che cercava dai tempi di Pirlo (ovviamente con altre caratteristiche e altro spessore tecnico). Prima della sosta nazionali, arrivano per la Juventus esami importanti: la trasferta di Marassi mercoledì nel turno infrasettimanale, poi Napoli in casa e in trasferta Az e Fiorentina. Un poker per saggiare le reali ambizioni bianconere.