L'ANALISI

Juve, dalla Supercoppa segnali per un nuovo ciclo vincente

Pirlo e i giovani sono le basi su cui costruire un futuro che è già presente

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Per qualcuno, anche tra gli stessi juventini, la sconfitta di San Siro avrebbe decretato la fine di un ciclo vincente che dura da ormai dieci anni. E se invece ne fosse già iniziato uno nuovo e altrettanto trionfale? Non è certo la vittoria della Supercoppa italiana a dare certezze, ma è pur vero che se si analizzano i fatti e non le parole, non si può non notare che qualcosa sta nascendo.

Vedi anche Juventus, le pagelle: gigantesco Szczesny, Cuadrado micidiale, CR7 chirurgico Calcio Juventus, le pagelle: gigantesco Szczesny, Cuadrado micidiale, CR7 chirurgico Partendo dalla guida tecnica. Andrea Pirlo non ha l'esperienza necessaria per condurre una squadra come la Juve, costantemente tra le top d'Europa. Eppure potrebbe essere davvero lui l'uomo giusto per scrivere qualcosa di importante. Dopo l'esperimento, fallito, di Sarri, Agnelli ha scelto l'ex centrocampista per cambiare volto a una squadra troppo ancorata al passato. Le idee di gioco non mancano, i risultati per ora sono altalenanti. Qualcosa si intravede, ma probabilmente serviranno altri interpreti in campo per passare dalla teoria alla pratica. Per il momento ci si arrangia con quello che c'è. Il doppio regista, ad esempio, sfruttando le buone qualità di Arthur e Bentancur. Pirlo sembra non aver paura di sperimentare, ma avrà bisogno dell'appoggio della società per crescere, cosa che al suo predecessore non è stata concessa.

Vedi anche Juve, Ronaldo: "Supercoppa trofeo importante, per lo scudetto ci siamo anche noi" juventus Juve, Ronaldo: "Supercoppa trofeo importante, per lo scudetto ci siamo anche noi" Per il domani bisognerà ritoccare la rosa un po' in ogni reparto (serve un terzino sinistro di riserva, un costruttore di gioco in mezzo al campo e un vice Morata), ma con la garanzia che le basi sono già state gettate. De Ligt, Demiral, Bentancur, Arthur, McKennie, Chiesa e Kulusevski sono poco più che ventenni e garantiscono, insieme a qualche talento dell'Under 23, il necessario ricambio generazionale per quando, non tra molto, la vecchia guardia alzerà bandiera bianca. La "generazione di mezzo" dei vari Szczesny, Morata, Dybala, Alex Sandro e Danilo sarà fondamentale per rendere meno traumatica la separazione da Bonucci, Chiellini, Cuadrado e Cristiano Ronaldo.

Insomma, il futuro sembra essere più roseo del presente, ma intanto non si è persa la bella abitudine di vincere.. Si chiama mentalità Juve e non è cosa da poco.

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