Cosa succede ora ad Agnelli e Arrivabene? Ecco tutte le risposte dell'esperto
L'avvocato Giorgio Spallone, esperto in diritto sportivo, ha approfondito i risvolti della sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea
di Riccardo Panzeri© italyphotopress
Le sanzioni sportive che incidono sulle libertà garantite dal diritto Ue devono poter essere sottoposte a un giudice con il potere di annullarle e di adottare misure provvisorie. Ma cosa significa realmente quanto stabilito oggi dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea in merito alla vicenda plusvalenze che ha visto coinvolti Andrea Agnelli e Maurizio Arrivabene? In un'intervista concessa a SportMediaset.it, l'avvocato Giorgio Spallone ha chiarito i vari interrogativi.
Cosa ha stabilito la sentenza della Corte Ue?
"La sentenza ha risposto a un rinvio del Tar del Lazio di natura pregiudiziale. Il Tribunale Amministrativo Regionale aveva ricevuto un ricorso da parte di Agnelli e Arrivabene per annullare la decisione della Corte federale d'appello, confermata poi dal Collegio di garanzia del Coni. È noto che il Tar può soltanto decidere un eventuale risarcimento danni, ma non può mettere in discussione le decisioni della giustizia sportiva che, dopo il Collegio di Garanzia del Coni, sono definitive. Ecco, la sentenza della Corte Ue ha stabilito che questa normativa che preclude un ulteriore sindacato da parte di un organo di giustizia ordinaria (nella fattispecie il Tar del Lazio) non è compatibile con la normativa europea".
Quali norme sono state ritenute violate?
"Sono stati ritenuti violati l'articolo 19, paragrafo 1, secondo comma del Trattato sull'Unione Europea in combinato con l'Articolo 47 della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea. Nel primo caso si stabilisce che i cittadini abbiano accesso a giudici indipendenti e imparziali per far valere i propri diritti, nel secondo viene garantito il diritto a un ricorso effettivo e a un giudice imparziale. Quindi, una volta esauriti i gradi della giustizia sportiva, d'ora in poi tutti i tesserati possono rivolgersi al Tar del Lazio, il quale potrà non soltanto attribuire un risarcimento dei danni, ma anche rimuovere la sentenza della giustizia sportiva e sospenderne gli effetti".
Agnelli e Arrivabene tornano subito operativi?
"No. Il processo dinanzi al Tar era sospeso in attesa che la Corte Ue si esprimesse. Ora si è espressa. Il procedimento nel quale i due ex dirigenti della Juventus avevano richiesto l'annullamento dell'inibizione riprenderà ma nell'ottica di quanto dichiarato dalla Corte e se lo riterrà potrà annullare la sanzione comminata dal Tribunale Federale e poi confermato dalla Corte Federale d'Appello e dal Collegio di Garanzia del Coni. In altre parole, il giudizio davanti al Tar del Lazio va avanti ma su altri presupposti e, se verrà accolto il ricorso, allora la squalifica potrà essere anche annullata".
Quando si arriverà a una conclusione?
"Questi sono i tempi normali della giustizia amministrativa. Si va in termini di mesi, per cui penso che entro l'anno si dovrebbe arrivare alla decisione del Tar che, ripeto, dovrà tenere conto di questa nuova disposizione".
Può essere definita una sentenza rivoluzionaria?
"Gli effetti saranno dirompenti. È caduto il muro che separava la giustizia sportiva da quella ordinaria. Quindi, ripeto, i tesserati ora possono alla fine dei gradi di giustizia sportiva rivolgersi anche al Tar del Lazio, non solo per ottenere un risarcimento danni come prima, ma per richiedere l'annullamento e la sospensione delle sanzioni che gli sono state comminate in sede di giustizia sportiva. In più, il giudice deciderà in un'unica istanza, non c'è un secondo grado di giudizio. Questa strada potrà essere intrapresa da tutti quelli che verranno".
Come bisogna intervenire ora?
"Servirà una soluzione di natura legislativa per evitare che i procedimenti abbiano una durata assolutamente sproporzionata rispetto al criterio di brevità voluto dal sistema di giustizia sportiva. Inoltre, rischiano di entrare in conflitto le decisioni del sistema di giustizia sportiva con quelle del tribunale amministrativo".