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Adzic: "Il gol alla Juve? Me lo sentivo. Forse a Torino meritavo di giocare di più"

Il centrocampista montenegrino passato al Sassuolo: "Qui sono contento e sento la fiducia di tutti, poi vedremo cosa accadrà in futuro"

17 Set 2026 - 09:43
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Vent'anni di età, appena 3 gol in Serie A di cui 2 già memorabili, tra l'altro segnati nello stesso giorno a distanza di un anno. Il percorso di Vasilije Adzic non è per niente banale. Dal 13 settembre 2025 al 13 settembre 2026 il montenegrino è passato dal gol all'Inter con la maglia della Juventus a quello segnato proprio contro i bianconeri dopo il passaggio il Sassuolo. 

"Aspettavo tanto questa partita", ha ammesso Adzic a La Gazzetta dello Sport, "era un chiodo fisso, ci ho pensato ogni giorno. Non vedevo l'ora di giocarla per dimostrare le mie qualità contro uno dei club più grandi. Quando ho visto che era il 13 settembre ho pensato a questa incredibile coincidenza. Sentivo che qualcosa era nell'aria, l'idea del gol mi girava dentro la testa. Ci pensavo, quasi lo sentivo".

Detto, fatto: "Il gol l'ho rivisto una marea di volte e la notte praticamente non ho dormito. Ho ricevuto veramente tanti complimenti: dai miei compagni di squadra e dai tanti amici che ancora ho alla Juve". E Spalletti? "Ci siamo incrociati prima della partita, mi ha fatto i complimenti per come ho cominciato la stagione. Un gesto che mi ha fatto un enorme piacere e per questo lo ringrazio". 

Futuro ritorno in bianconero? Il Sassuolo ha portato il centrocampista in Emilia con un prestito oneroso da 500mila euro e può riscattarlo per 12 milioni, con la Juve che può invece riportarlo a casa con 1,7 milioni di euro in più di recompra. "La cosa fondamentale è giocare con continuità e al Sassuolo ho trovato la situazione giusta per questo sono contentissimo. Sento la fiducia di tutti e poi vedremo cosa succederà in futuro", ha detto Adzic, che poi si toglie un piccolo sassolino dalla scarpa, "forse alla Juve potevo giocare un po’ di più o almeno lo speravo. Forse lo meritavo anche, ma non sono decisioni che competono a me quindi va bene così".

C'è comunque tanta gratitudine per la Vecchia Signora: "Sono arrivato con Motta che mi ha testato in ritiro tenendomi poi con la prima squadra. Nella gestione Tudor ho giocato un po’ di più: mi ha lanciato come titolare e con lui ho segnato il primo gol. Quando ho esordito con la Juve allo Stadium contro la Lazio i miei genitori erano in tribuna e hanno pianto di gioia. Lì ho capito di aver realizzato il mio sogno". 

Per il trasferimento al Sassuolo, decisivo il ds Palmieri: "È venuto a Torino per parlarmi, poi ho fatto una videochiamata con mister Aquilani e la scelta è stata facile". Ruolo? "Sono un 8 o un 10, soprattutto un trequartista, lì mi trovo meglio. Ma come dice Aquilani è il coraggio che fa il ruolo".