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Inzaghi: "Con la vittoria Champions sarei rimasto all'Inter. Scudetto perso? Puntavamo al triplete..."

L'ex tecnico nerazzurro, oggi in Arabia, "risponde" anche alle critiche su Dimarco e Zielinski: "Federico fece bene anche con me, Piotr lo volli io all'Inter"

30 Apr 2026 - 08:54
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Non solo sull'inchiesta che riguarda gli arbitri. Simone Inzaghi torna a parlare dall'Arabia in un'intervista a La Gazzetta dello Sport e ripercorre la sua ultima stagione all'Inter. Dal sogno di conquistare tre trofei, fino all'addio in direzione Al Hilal a mani vuote, dopo il 5-0 subito dal Psg nella finale di Champions League. 

Al tecnico piacentino viene chiesto se sente più il merito di aver vinto uno scudetto o il demerito di averne persi due (contro Milan e Napoli): "Non si può avere rimpianti nello sport, tanto più se arrivi secondo dietro ad avversari che hanno fatto percorsi importanti. In quattro anni ho vinto tanto e sono contento dei risultati. Non so se si potesse fare qualcosa in più però abbiamo raggiunto due finali di Champions League. Comunque accetto le critiche, purché riguardino me e non i calciatori: mi hanno sempre dato tutto quello che avevano". 

IL RIMPIANTO CHAMPIONS E IL SOGNO TRIPLETE

Forse era meglio dare priorità al campionato piuttosto che al sogno Champions? "Non cambierei niente. Noi avevamo un sogno: il triplete. Alla fine della stagione abbiamo pagato le 23 partite giocate in più rispetto al Napoli. Ma io rifarei tutto: l’Inter ha il dovere di competere a ogni livello. E poi le serate contro il Bayern e il Barcellona rimarranno nella mia mente più dei trofei. Sono state vittorie forse irripetibili". 

La finale di Monaco? "Arrivammo senza energie, sia fisiche che mentali. La delusione per lo scudetto perso ha pesato, il Psg ha indirizzato la gara con due gol e sfruttato la migliore brillantezza, noi abbiamo provato a reagire e ci siamo disuniti".

Inzaghi insiste nell'affermare che non aveva ancora deciso di lasciare l'Inter prima della gara col Psg: "La decisione, molto sofferta per me e la mia famiglia, non era stata presa. Poi è successo tutto molto velocemente: due giorni dopo Monaco ci siamo incontrati a casa di Marotta, alla presenza di Ausilio e Baccin, e ho manifestato la volontà di cambiare, perché sentivo che si era chiuso un ciclo. Loro avrebbero voluto continuare con me ma hanno capito la scelta: ci siamo lasciati da amici e lo siamo ancora. Ma se avessimo vinto la Champions sarei rimasto all'Inter".

LA SCELTA DELL'AL HILAL E DELL'ARABIA SAUDITA

Sulla scelta di trasferirsi in Arabia, l'allenatore invece afferma: "Sono venuto qui per conoscere una nuova realtà, per mettermi in discussione in un contesto diverso. Per fortuna non ho problemi di denaro, non era quello che mi mancava. Rischio esonero? A me sembra che sono contenti di me, siamo ancora in corsa per il titolo in campionato e dobbiamo giocare la Coppa del Re. E soprattutto non abbiamo ancora perso una partita in stagione: l'eliminazione dalla Champions asiatica contro l'Al Sadd di Mancini è arrivata ai rigori. Non credo esista nel mondo un allenatore ancora imbattuto".

E se arrivasse una chiamata dalla Serie A o addirittura dalla Nazionale? "Non ci penso, ho ancora un anno di contratto con l'Al Hilal e grande entusiasmo". Mentre applausi all'Inter pronta a tornare campione d'Italia: "Sono stati molto bravi, vincere non è mai facile e il merito è anche di Chivu: puntare su di lui è stata una scelta giusta e io lo sapevo, perché lo avevo visto lavorare".

INZAGHI RISPONDE A DIMARCO E ZIELINSKI

Infine, "risposte" a Dimarco, che si era lamentato delle sostituzioni sistematiche con Inzaghi, e Zielinski, ora finalmente protagonista con l'Inter: "Federico anche con me ha fatto grandi stagioni, fui io a trattenerlo all'Inter e a evitare un altro prestito. Le sue parole sono state interpretate male, il rapporto è ottimo e ci sentiamo ancora. Su Zielinski ne ho lette tante, però ci si dimentica che sono stato io a volerlo all'Inter. Purtroppo lo scorso anno ha avuto molti problemi fisici e ha faticato a dimostrare le sue qualità".