Logo SportMediaset

Seguici anche su

La settimana di passione dell'Inter: subito al lavoro, cancellato il riposo. Ed è in arrivo Zhang Jindong

L'avvicinamento al derby col Milan: per molti è in gioco il futuro

10 Apr 2017 - 12:01

Non chiamatelo "allenamento punitivo". Non è così, dicono. E' solo un ritorno al lavoro"anticipato". Vabbè! Inezie lessicali, insomma. L'italiano è una lingua che regala infinite possiiblità e sfumature. Ma di certo, poco ma sicuro, questo non è tempo di premi. Perché dopo la figuraccia di Crotone ci mancava solo un giorno di riposo! E allora tutti alla Pinetina, per analizzare le ragioni di una debacle inattesa, umiliante e senza scusanti: l'Europa che conta veramente è andata, quella minore non è scontata (anzi!), il Milan è tornato davanti. C'è altro? Sì, ma già questo basta per rendere la settimana che conduce al derby una vera e propria "settimana di passione" (nessuna intenzione, avviandoci alla Pasqua, di risultare blasfemi). Settimana corta (si gioca sabato) con tanto di ritiro anticipato: da giovedì squadra al completo ad Appiano Gentile.

Tutti sotto osservazione, dunque. Oggi veramente tutti. Anche Pioli, che Suning vuole tenere ma che deve conquistarsi la conferma coi risultati. Lasciamo stare adesso i vari Simeone, Conte, Jardim etc. etc., oggi c'è da remare verso il Milan con sincronia nei movimenti. Tecnico e squadra: partendo dal capitano, da Icardi. Ieri assente ingiustificato. Ora è il momento di essere leader: nei derby non lo è mai stato, gli si chiede di diventarlo.

Il tessuto si sta sfilacciando, il gruppo ha allentato la presa, le motivazioni sono calate, la testa si è persa: serve quanto mai l'intervento la società, serve la presenza della dirigenza, di chi è qua a Milano, da Zanetti ad Ausilio (sotto osservazione da parte del giovane Steven Zhang) e di chi ora è in arrivo dalla Cina. In setitmana sbarca Zhang Jindong: San Siro, la stracittadina, i conti da risolvere in casa.

I milioni per un mercato all'altezza delle ambizioni sbandierate sono lì, prima però la dignità da salvare e l'impegno da onorare. L'Europa League "è un dovere". Dopo un punto in tre partite, un misero punticino contro Torino, Sampdoria e Crotone, il rischio di disattenderlo è tanto probabile quanto funesto. Sicuramente da scongiurare.