Ricavi 24/25, Real Madrid davanti a tutti. Nessua italiana nella top ten
© IPA | 16. Juventus: 402 milioni di euro
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Intervista al vicepresidente dell'Inter: la verità sui rapporti con la Curva, la stima per Chivu e le lacrime di Baggio
di Stefano FioreDa 1995 a oggi Javier Zanetti è l'Inter tanto quanto l'Inter è Javier Zanetti. Prima giocatore, poi capitano e ora vice-presidente, chi più dell'argentino classe 1973 può ripercorrere la storia recente del club nerazzurro? Nelle sue parole al Corriere dello Sport si parte proprio dall'estate del 1995 quando arrivò a Milano assieme a Sebastian Rambert: "I giornalisti non mi considerarono affatto, ero trasparente, come fossi il suo accompagnatore".
E invece la storia ha raccontato il contrario, con Zanetti che ha resistito in nerazzurro per anni e anni: "Ho sfruttato un'opportunità e mi sono impegnato e curato. Per l'Inter sono una risorsa, lo status non mi interessa. Dopo il ritiro ho studiato, ancora oggi mi aggiorno. Ai giovani calciatori dico di fare lo stesso". La punzecchiatura di Ivan Zazzaroni è sui rapporti con gli ultrà: "Se c'entrano col mio resistere a tutto e tutti nel corso degli anni all'Inter? Ho avuto solo rapporti assolutamente normali, i video, i selfie, gli autografi, totale rispetto dei ruoli, esiste una linea di confine che non si deve oltrepassare mai e io sono sempre rimasto dalla parte giusta".
Si torna a parlare di presidenti, allenatori e compagni. "Moratti è famiglia. Per quanto riguarda i tecnici Mourinho è stato indimenticabile. Ricordo la sua prima telefonata: "Sono José Mourinho. Ho appena firmato per l’Inter, sarai il mio capitano, mi scuso se non parlo bene l’italiano". Lo parlava benissimo..." ricorda Zanetti. Un posto nel cuore del giocatore con più presenze e trofei della storia interista lo merita Gigi Simoni: "Un padre, rendeva tutto semplice. Zaccheroni fu complesso, ci faceva fare anche un'ora di seguito di tattica".
Passiamo ai giocatori, Ronaldo il fenomeno... non solo in campo: "Quando ancora c'era la sosta, il 20 dicembre giochiamo a San Siro contro la Roma e l'ultimo volo per tornare in Sudamerica era alle 22.30 quando la partita sarebbe stata ancora in corso. Ronaldo dice: chi deve partire con me si faccia la doccia in due minuti e poi corra all'aeroporto. Alla fine, dopo aver vinto 4-1, siamo arrivati in aeroporto a mezzanotte: Ronaldo aveva fermato l'aereo fino a quel momento: immagina la reazione dei passeggeri quando ci hanno visto salire a bordo...". Su Baggio: "Campione assoluto, compagno generoso. È rimasto molto scosso dalla rapina subita, l'ho visto piangere".
Infine, un parere su Chivu: "Uomo di rara intelligenza, preparatissimo, un grande motivatore. Cerca sempre la prestazione. Avremmo meritato di più con Atletico e Liverpool, ci mancano quei due punti".
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