In Serie A non si vede spesso una squadra che rimonta da 0-2. Ancora più raro che lo faccia per due volte di fila. L'Inter si crogiola nella sua spaventosa superiorità, tanto da cadere spesso in errori più che banali. Un difetto non trascurabile in una macchina che in queste prime 4 giornate, a tratti, ha mostrato una cilindrata diversa da tutte le altre rivali.
Basti solo pensare alle rotazioni che Cristian Chivu si è potuto permettere in queste prime giornata di campionato: contro il Napoli Thuram e Calhanoglu sono partiti fuori dall'11 titolare, così come contro l'Udinese sono stati risparmiati Lautaro, Bisseck, Dimarco e ancora il centrocampista turco (questi ultimi due leggermente acciaccati). Una gestione delle risorse su cui Chivu ha voluto battere al termine della rimonta contro i friulani: "La stagione sarà lunga: ho bisogno di tutti", il senso messaggio del tecnico romeno. E le sue parole trovano riscontri concreti nelle scelte: i nerazzurri hanno mandato in gol 9 giocatori diversi, 5 dei quali già a quota due. Quattordici gol segnati in cinque partite giocate tra campionato e Champions. Numeri e profondità da big europea. Per fare un confronto con altri colossi, l'Arsenal ha "solo" 5 marcatori diversi, il City 4, il Real Madrid 6, il Psg e Barcellona 7 (ma con ben 25 gol segnati in 6 partite). Tra le solite note soltanto il Bayern Monaco ha fatto segnare più giocatori diversi: ben 10.
Questo lo status che l'Inter ha fatto percepire in questi primi scampoli di stagione, dando un senso di supremazia simile a quello dei bavaresi sulla Bundesliga: non importa se vanno in svantaggio di uno o due gol, la potenza di fuoco a disposizione di Chivu e Kompany e tale da poter rimontare quasi contro qualunque difesa nei rispettivi campionati. Armi che, per il momento, per i nerazzurri si sono rivelate a doppio taglio: la sensazione di poter recuperare qualsiasi svantaggio rievoca pericolose memorie da "ingiocabili" e presta il fianco ad amnesie che, prima o poi, potrebbero costare carissime.