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Inter-Conte, è il primo anniversario: il bilancio tra presente e futuro

Il tecnico salentino ha preso il posto di Spalletti il 31 maggio 2019. La sua prima stagione interista, non ancora conclusa, ha avuto alti e bassi, ma qualcosa di diverso si è visto

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Il ‘matrimonio’ sportivo fra Antonio Conte e l’Inter compie esattamente un anno. L’annuncio ufficiale dell’ingaggio risale infatti al 31 maggio 2019, all’indomani dell’addio alla Beneamata di Luciano Spalletti: una mossa all’apparenza sorprendente, visto il lungo passato da fiero rivale bianconero di Conte, ma in realtà fortemente voluta dalla dirigenza interista. Delineare un bilancio dei primi dodici mesi, però, non è semplice: lo stop ai campionati ha congelato la stagione a marzo e ogni giudizio appare prematuro, visto che l’Inter è ancora in corsa, almeno sulla carta, per tre competizioni. Qualche valutazione, però, si può fare su diversi fronti: le scelte di mercato, l’andamento in campionato (e Coppa Italia) e quello nelle coppe europee.

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La prima chiave di lettura della stagione di Conte è quella relativa alle due sessioni di mercato finora affrontate. Iniziata già con la certezza di non avere tre pedine che fino a pochi mesi prima erano considerate importanti se non fondamentali come Ivan Perisic, Radja Nainggolan e soprattutto l’ex capitano Mauro Icardi, l’avventura del tecnico ha vissuto il suo primo momento chiave in estate: dopo gli acquisti di Stefano Sensi e Nicolò Barella, i nerazzurri hanno tentato l'assalto a Edin Dzeko e Romelu Lukaku. Il primo, dopo un tira e molla durato diversi giorni, ha poi deciso di rinnovare con la Roma, per il secondo invece la dirigenza ha compiuto un importante sacrificio economico (65 milioni) per strapparlo alla concorrenza della Juventus. La scelta si è rivelata vincente, stando ai numeri del belga, ma al tempo ha ridotto lo spazio di manovra nelle operazioni estive, limitate nelle ultime settimane di agosto agli arrivi in prestito in attacco di Alexis Sanchez e, sulla fascia, di Cristiano Biraghi. A gennaio la dirigenza ha puntato forte su Arturo Vidal, pallino di Conte: il cileno sembrava in rotta con la società catalana ma alla fine l’affare è sfumato. Alla corte del tecnico salentino, sempre più influente nelle decisioni prese dalla società, sono arrivati comunque tre calciatori importanti: Ashley Young, Victor Moses e Christian Eriksen. Anche per loro il giudizio è sospeso almeno fino al termine della stagione, ma lo sforzo per rinforzare la squadra a gennaio ha confermato la volontà da parte dell’Inter di voler investire dando ascolto alle esigenze del tecnico.

Per quanto riguarda il campionato, invece, è necessario fare un’importante distinzione: l’Inter è attualmente in piena zona Champions League, ha vinto entrambi i derby e, teoricamente, è ancora in vita per il sogno scudetto. Rispetto alla scorsa stagione, dopo 25 partite, ha anche sette punti in più in classifica. È negli scontri diretti, però, che la truppa di Conte ha deluso. Prendendo in considerazione le partite giocate contro Juventus, Lazio, Atalanta e Roma, cioè le altre squadre che occupano le prime cinque posizioni, l’Inter ha ottenuto una sola vittoria (contro la Lazio all’andata) a fronte di due pareggi (Roma e Atalanta) e tre sconfitte (il ritorno contro la Lazio, entrambe le sfide con la Juventus), pagando spesso la fatica del doppio impegno. Un ruolino non ideale per lottare al vertice del campionato. Per quel che riguarda l’altra competizione nazionale, la Coppa Italia, i nerazzurri sono arrivati in semifinale dopo aver battuto il Cagliari agli ottavi e la Fiorentina ai quarti. In quella che sarà la prima partita ufficiale dopo lo stop per la pandemia, servirà l’impresa al San Paolo per rimontare lo 0-1 subito contro il Napoli a San Siro nella gara di andata giocata a febbraio. Se il capitolo italiano è ambiguo dal punto di vista dei risultati, quello relativo all’Europa è piuttosto doloroso. L’obiettivo di passare il turno in Champions League, sulla carta non impossibile, è svanito per quattro risultati deludenti, ognuno incredibile a modo suo: l'1-1 casalingo contro lo Slavia Praga (pareggio di Barella al 92'), l'1-2 subito al Camp Nou contro il Barcellona dopo essersi portati in vantaggio e aver dominato il primo tempo, l'incredibile 2-3 di Dortmund, con il Borussia capace di rimontare due reti di svantaggio dopo l'intervallo, e infine la sconfitta in casa (1-2) contro un Barça ampiamente rimaneggiato all'ultima giornata, quando una vittoria avrebbe consegnato la qualificazione ai nerazzurri. L'Inter ha così dovuto subire la ‘retrocessione’ in Europa League dove, dopo aver battuto il Ludogorets nei sedicesimi, deve ancora affrontare gli ottavi di finale contro il Getafe.

Se ancora non si può emettere un giudizio definitivo sull’esperienza di Conte a Milano, si può comunque delineare una valutazione preliminare: l’Inter è parsa ancora un po’ acerba, soprattutto in campo internazionale, ma le idee dell’allenatore salentino si vedono eccome e non è detto che il finale di stagione non possa riservare qualche sorpresa. Guardando più avanti, però, non resta che attendere le evoluzioni della prossima sessione di calciomercato (sia in entrata sia in uscita) per vedere se e come i nerazzurri potranno fare il definitivo salto di qualità per competere ad altissimo livello su tutti i fronti.

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