Maccarone, addio all'Empoli: "Da beniamino a traditore"

Lettera di saluti: "Quante emozioni e ricordi. Accetto la rifondazione ma certi dirigenti..."

Maccarone, foto Lapresse

Maccarone saluta l'Empoli dopo 5 anni: "Più di 100 reti non bastano a raccontare le emozioni e i ricordi indelebili che ho vissuto con questa maglia - ha scritto in una lettera - Io sono il capitano e come un 'capo' deve fare, mi assumo le responsabilità di quest'annata iniziata male e finita peggio... Da quel punto in poi ho letto e sentito di tutto sul mio conto, da beniamino diventi 'il traditore'. Chiedo scusa a tutti quelli che ho deluso".

"Ho trascorso gran parte della mia carriera a difendere questi colori che oramai sento e ho stampati sulla pelle e avrei continuato a farlo anche a fine carriera dando il mio contributo per la crescita dei giovani - ha scritto ancora Maccarone - Posso assicurarvi che su ogni campo e con tutto me stesso ho sempre lottato cercando di meritarmi quell'affetto e quell'amore che quotidianamente mi circondavano e che sentivo vibrare sugli spalti e tra le strade di questa città. Empoli! La mia città di adozione, in cui sono cresciuto come calciatore e come uomo, e dove ho scelto soprattutto di edificare la mia casa, dove ho messo su famiglia e posto le basi per il mio futuro".

"Sono fiero della scelta fatta cinque anni fa, quando nel 2012 scelsi Empoli tra le offerte che avevo sul piatto. Fu una scelta non senza difficoltà e contro il volere di chi curava i miei interessi; dissi 'si' a quella società che aveva riposto fiducia in me da giovane permettendomi di diventare quello che sono e verso la quale mi sentivo debitore, facendo prevalere gli ideali dell’uomo agli interessi del calciatore. Quegli ideali che mio padre mi ha inculcato dal primo giorno lungo il tragitto che mi portava al campo di calcio per inseguire il mio sogno...".

"Il tempo di un episodio e ti ritrovi ad affrontare un futuro diverso da quello che avevi programmato, a partire da questa lettera che oltre a non essere in preventivo, non è proprio nel mio stile. Allora prendendo atto di questa situazione e al termine della mia avventura in azzurro voglio aggiungere che in cima alle mie priorità c'è sempre stato il bene dell'Empoli. E posso assicurarvi che non farei nulla per comprometterlo anche oggi che non ne faccio più parte. Ed è per questo che ho accettato il percorso di rifondazione intrapreso della società per il bene dell'Empoli. A mio avviso ancora più efficace sarebbe stato se questo fosse partito dalla dirigenza anziché dal campo (con tante persone dello staff mandare a casa), epurandola di quelle figure non in grado di sopportare le responsabilità e le pressioni che un grande club come l'Empoli ha, soprattutto nei momenti difficili. Fra i valori che mi ha insegnato mio padre il primo è sicuramente il rispetto, così presente sulla bocca di tutti e nel cuore di pochi. Detto questo, ringrazio tutti i tifosi che mi sono sempre stati vicini e continueranno a farlo in futuro".

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