LA FINALE

Prestigio, riscatto e orgoglio: in ballo non c'è solo la coppa Italia  

Atalanta-Juventus vale molto di più di un trofeo: tra chi è atteso a un salto di qualità e chi prova a salvare una stagione deludente

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Solitamente la finale di Coppa Italia non riveste un'importanza vitale per la valutazione complessiva di una stagione e, nel nostro Paese, non è nemmeno vissuta con l'enfasi e l'attesa che caratterizza l'evento da altre parti del mondo. Questa volta à diverso. C'è una squadra, l'Atalanta, che si è stancata dei complimenti e vuole portare a casa qualcosa di concreto e ce n'è un'altra, la Juventus, che sa che nemmeno questo trofeo sarà sufficiente a salvare la stagione ma si rende anche conto di non potersi più premettere passi falsi. Di qualunque tipo.

Poi ci sarebbe l'aspetto tecnico, anche se va ricercato scavando sotto le voci sul nuovo allenatore bianconero, sul futuro di tanti big presenti stasera al Mapei Stadium, il ritorno dei tifosi sugli spalti (anche se in numero ridotto) e l'attesa snervante di una domenica in cui proprio dall'Atalanta la Juventus si attende un favore enorme per poter arrivare alla prossima, vitale, fase finale della Champions League.

Di fronte ci sono anche il miglior attacco della Serie A e il marcatore principe del campionato e due filosofie che convergono su certi concetti trovando, però, declinazioni molto diverse soprattutto da quando il Maestro ha smesso di cercare soluzioni ardite e ha preferito percorrere sentieri in teoria più sicuri. Le basi di partenza dei due allenatori sono agli antipodi, con Gasp che ha iniziato proprio dalle giovanili della Juventus e dal Crotone e Pirlo che si è ritrovato sulla panchina più prestigiosa d'Italia appena uscito da Coverciano. Di simile hanno la ricerca del pressing, portato a tuttocampo dall'Atalanta in una serie di duelli individuali e a sprazzi dai bianconeri, con la ricerca continua della riaggressione nei secondi successivi alla perdita del pallone. 

Oltre la coppa c'è di più ma c'è anche la voglia di calcio ad alto livello. E se per una sera si potessero lasciare da parte i veleni che ormai ammorbano qualsiasi partita che conti del calcio italiano, sarebbe bellissimo. 

 

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