LAZIO

Motta, prodezze da predestinato e lacrime di gioia: "Scusate, ma non sono abituato..."

Il portiere biancoceleste para quattro rigori e si commuove nel post partita

23 Apr 2026 - 00:17
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Un miracolo nel recupero dei tempi regolamentari su un colpo di testa potente e preciso di Scamacca e quattro rigori parati (tutte grandi parate!): la Lazio supera l'Atalanta, vola in finale di Coppa Italia e lo fa grazie alla serata da 10 e lode di Edoardo Motta, portiere classe 2005, tra i pali biancocelesti al posto dell'infortunato Provedel, già decisivo in campionato (penalty parato a Orsolini nel match contro il Bologna), reattività, forza, freddezza, lucidità da fenomeno. Da predestinato. Spettacolare nell'epilogo di una partita infinita. Raspadori segna il primo rigore per i bergamaschi, poi inizia lo show: Scamacca, Zappacosta, Pasalic e da ultimo De Ketelaere, chi a destra, chi a sinistra, tutti stoppati da superMotta.

Glaciale in campo, emozionato e commosso dopo la vittoria, in lacrime al microfono della nostra Monica Vanali: "Segreti? Ho qualcosa scritto sui guantoni, ma non riguarda i rigori e non posso dire che ci sia scritto..." ha esordito l'estremo difensore biancoceleste. "I compagni mi aiutano tanto, i più vecchi soprattutto mi danno tanti consigli. Ora la finale, speriamo finisca prima dei rigori, però, vinciamo ma senza andare troppo in là". Poi al momento dei saluti, le lacrime: "Scusate, ma non sono abituato". Beh, avanti così ai microfoni e alle telecamere dovrà per forza di cose abituarsi.