VISTA DA SAN SIRO

Sucic, Calha e... Thuram: le tre carte di Chivu per la pazza Inter che vuole il double

Fabregas esalta il turco: "Pochi come lui: i Modric, i Pirlo, i Kroos". La rivincita del croato e Marcus che si riprende la curva

di Paolo Borella
21 Apr 2026 - 23:52
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I tre minuti di San Siro che hanno cambiato tutto. Dall’impresa Como all’apoteosi Inter, che ora legittimamente spera nel double. Dalla serata di gloria di un croato e un francese alla serata di gloria di…un croato e un francese.

Perché se Sucic ha risposto a Baturina, Thuram ha ribattuto a Da Cunha. Vero, non entrando nel tabellino dei marcatori, ma giocando una partita da trascinatore e riprendendosi definitivamente il pubblico nerazzurro, che a fine partita si è inchinato con un coro a cui Marcus non sapeva resistere, sfuggendo più volte alle interviste: “Siam venuti fin qua, per vedere segnare Thuram!”.

Poi, ovviamente c’è lui: Hakan Calhanoglu. Ok il gol fuori area, ci ha abituati così e si era riscaldato anche contro la Roma due settimane fa. Però segnare di testa, in inserimento, dimostra quando il turco sia leader di questa squadra e capisca i momenti chiave delle sfide. A Roma inseguirà la terza Coppa Italia, sempre con i nerazzurri, mentre tra qualche settimana è pronto a cucirsi il secondo scudetto.

Sull’altra sponda di Milano si è riscoperto trascinatore e i tifosi a San Siro glielo riconoscono a ogni tocco di palla, anche nei primi minuti in cui la sua regia non riusciva a prendere piede e nel momento della sofferenza di una squadra sotto 2-0 e che sembrava spacciata.

Ben 12 gol e 7 assist in 30 partite stagionali: numeri da trequartista per il regista che fino a qualche anno fa non ti aspettavi. “Non esistono tanti giocatori così! Quando gioco contro l’Inter, la prima cosa che controllo nella distinta è se gioca Calhanoglu, da lì cambia tutto il piano partita. Trova sempre la soluzione giusta, è un campione: non esistono tanti così…il Pirlo, il Modric, il Kroos”, l’investitura di altissimo livello direttamente da Fabregas in sala interviste.

La capolista se ne va…”, ripetono in coro i sostenitori interisti mentre lasciano lo stadio. E se arrivano i timbri pesanti, nel momento decisivo, anche di un giocatore come Sucic…lo Scudetto ormai non è più abbastanza. Il croato dell’Inter è stato titolare per circa il 50% delle partite, ma stavolta gli sono bastati 30 minuti dalla panchina, ripagando la scelta di Chivu che ha trovato la mossa vincente con un giocatore subentrato.

Assist a Calha, dribbling di personalità, passaggi coraggiosi e poi un gol per nulla casuale. “Eravamo sotto 2-0 anche a Como in campionato…significa che abbiamo una mentalità pesante”, ha detto Sucic in conferenza stampa. Pesante, come il suo gol all’89’ della semifinale, per completare i tre minuti di un’Inter così pazza che ora vuole sbloccare il secondo trofeo dopo essere a un passo dal primo.