Sucic, Calha e... Thuram: le tre carte di Chivu per la pazza Inter che vuole il double
Fabregas esalta il turco: "Pochi come lui: i Modric, i Pirlo, i Kroos". La rivincita del croato e Marcus che si riprende la curva
di Paolo BorellaI tre minuti di San Siro che hanno cambiato tutto. Dall’impresa Como all’apoteosi Inter, che ora legittimamente spera nel double. Dalla serata di gloria di un croato e un francese alla serata di gloria di…un croato e un francese.
Perché se Sucic ha risposto a Baturina, Thuram ha ribattuto a Da Cunha. Vero, non entrando nel tabellino dei marcatori, ma giocando una partita da trascinatore e riprendendosi definitivamente il pubblico nerazzurro, che a fine partita si è inchinato con un coro a cui Marcus non sapeva resistere, sfuggendo più volte alle interviste: “Siam venuti fin qua, per vedere segnare Thuram!”.
Poi, ovviamente c’è lui: Hakan Calhanoglu. Ok il gol fuori area, ci ha abituati così e si era riscaldato anche contro la Roma due settimane fa. Però segnare di testa, in inserimento, dimostra quando il turco sia leader di questa squadra e capisca i momenti chiave delle sfide. A Roma inseguirà la terza Coppa Italia, sempre con i nerazzurri, mentre tra qualche settimana è pronto a cucirsi il secondo scudetto.
Sull’altra sponda di Milano si è riscoperto trascinatore e i tifosi a San Siro glielo riconoscono a ogni tocco di palla, anche nei primi minuti in cui la sua regia non riusciva a prendere piede e nel momento della sofferenza di una squadra sotto 2-0 e che sembrava spacciata.
Ben 12 gol e 7 assist in 30 partite stagionali: numeri da trequartista per il regista che fino a qualche anno fa non ti aspettavi. “Non esistono tanti giocatori così! Quando gioco contro l’Inter, la prima cosa che controllo nella distinta è se gioca Calhanoglu, da lì cambia tutto il piano partita. Trova sempre la soluzione giusta, è un campione: non esistono tanti così…il Pirlo, il Modric, il Kroos”, l’investitura di altissimo livello direttamente da Fabregas in sala interviste.
“La capolista se ne va…”, ripetono in coro i sostenitori interisti mentre lasciano lo stadio. E se arrivano i timbri pesanti, nel momento decisivo, anche di un giocatore come Sucic…lo Scudetto ormai non è più abbastanza. Il croato dell’Inter è stato titolare per circa il 50% delle partite, ma stavolta gli sono bastati 30 minuti dalla panchina, ripagando la scelta di Chivu che ha trovato la mossa vincente con un giocatore subentrato.
Assist a Calha, dribbling di personalità, passaggi coraggiosi e poi un gol per nulla casuale. “Eravamo sotto 2-0 anche a Como in campionato…significa che abbiamo una mentalità pesante”, ha detto Sucic in conferenza stampa. Pesante, come il suo gol all’89’ della semifinale, per completare i tre minuti di un’Inter così pazza che ora vuole sbloccare il secondo trofeo dopo essere a un passo dal primo.