PSG-MANCHESTER CITY

Il luna park di Pochettino contro il genio di Pep: la sfida degli emiri

A Parigi va in scena la partita più attesa della giornata di Champions League 

  • A
  • A
  • A

Può essere presentata in mille modi: la sfida tra l'album delle figurine di Pochettino e il collettivo di Guardiola, la rivincita della semifinale della scorsa edizione, il derby tra gli emiri, l'incontro tra Messi e il suo ex maestro, la suggestione di vedere in campo così tanti campioni e il crash test più probante per valutare il reale valore delle due squadre. Ma, alla fine, Psg-Manchester City è tutto questo e molto di più. 

A Parigi dominano il campionato in maniera imbarazzante (in pratica la Ligue 1 è già finita a settembre) ma hanno l'ossessione per quella coppa dalle grandi orecchie che è l'unico vero obiettivo dopo le spese folli di questi anni. Dall'altra parte sono affetti dalla stessa nevrosi, soprattutto dopo esserci andati così vicino un anno fa, lasciando a Pep tutto il peso di sopportare la litania di "ha vinto solo perché aveva Messi, Xavi e Iniesta".

Di certo non è semplicissimo gestire una situazione come quella del Psg, anche se tutti gli allenatori del mondo vorrebbero avere i problemi di Pochettino. A tenere banco il solito dualismo tra Navas e Donnarumma, con il primo a essere fortemente sponsorizzato dal clan sudamericano con i conseguenti malumori dell'ex milanista, che comunque questa sera avrà il posto da titolare. Malumori che hanno riguardato anche Messi, a cui non è andata giù una sostituzione che ha avuto il sapore, per il campione argentino, di un episodio di lesa maestà. A tutto questo va aggiunto il siparietto di Mbappé, che si lamenta di Neymar dandogli del "clochard". 

Pochettino, insomma, non ha solo il problema di gestire una rosa immensa, anche se stasera, mancando lo squalificato Di Maria, potrà rispolverare il super tridente Messi-Mbappé-Neymar. Guardiola, rilanciato dalla bella vittoria in trasferta contro il Chelsea, forse si farà prendere dalla sua ossessione per l"overthinking", la sindrome che lo porta a stravolgere la formazione nelle partite più importanti. Di sicuro opterà per il falso nueve (probabilmente Ferran Torres), con Mahrez e Grealish sulle fasce e il super centrocampo formato da De Bruyne, Rodri e Bernardo Silva. Nessun dubbio, comunque, sul fatto che non si correrà il rischio di annoiarsi...

Commenta Disclaimer

I vostri messaggi 0 comments