Borussia: Klopp avverte la Juve
Il tecnico del Dortmund: "Se sarà emozionante fino alla fine vuol dire che saremo ancora in gioco..."
"Non so se sarà emozionante fino alla fine, ma se ci sarà tensione vuol dire che saremo ancora in gioco, e questo potrebbe essere positivo". Con queste parole Jürgen Klopp anticipa al sito della Uefa i temi del match contro la Juventus in Champions. Il tecnico del Dortmund spiega poi: "Perché è difficile giocare nel nostro stadio? Perché è un luogo speciale che si nutre di momenti straordinari. La cosa più bella del club. Fa venire la pelle d'oca".
E ancora: "Io sono qui da parecchio tempo, ma ogni volta che metto un piede sul terreno di gioco mi emoziono".
Insomma, uno stadio difficile in cui giocare per qualunque avversario ma che, quest'anno, ha creato problemi anche ai gialloneri: "Non ho mai dubitato di me stesso e del nostro sistema di gioco - dice Klopp spiegando in che modo è uscito dal periodo di crisi -. Una cosa è mettere in dubbio se stessi, un'altra il sistema di gioco. Non è così rigido come sembra: ai giocatori non dico di regalare la palla agli avversari così da vincere in rimonta – non avrebbe senso. Anche nella prima parte della stagione abbiamo disputato buone partite e abbiamo acquisito maggiore fiducia vincendo le gare di Champions League. Non siamo come un gatto in mezzo alla strada abbagliato dai fari della macchina: non stiamo mai immobili, impauriti, con le mani in mano".
Pensi di essere cambiato o cresciuto da quando sei qui?
"Esteticamente purtroppo non c'è dubbio, sono invecchiato drammaticamente. Ma questo fa parte della vita. Ho guardato migliaia di partite, non solo quelle in cui ero coinvolto. Questo ha fatto di me un allenatore migliore e noi [lo staff tecnico] siamo sicuramente cresciuti".
Dal gioco ai singoli: quanto conta Reus? "È importante quanto basta e lo si intuisce dal prolungamento del suo contratto (siglato il mese scorso). Con giocatori di questo calibro e con la nostra storia [finanziaria], si potrebbe pensare che uno come lui avrebbe cambiato aria a un certo punto della carriera. Ma anche se tutto il mondo lo voleva, lui ha sempre detto: 'Io resto qui'. Penso sia un gesto straordinario a una così giovane età. Non è una cosa da tutti i giorni. Ecco perché ritengo sia un giocatore fantastico e un grande uomo. E Kagawa? È un giocatore che si muove molto bene nelle zone più difficili del campo, è in grado di giocare tra le linee. Usando una metafora, è come una salsiccia in un sandwich, perché i giocatori arrivano da tutte le parti".
Infine un pensiero sulla sua carriera: "Quali sono gli allenatori che mi hanno maggiormente influenzato? Molto semplice: Walter Baur, il mio mister delle giovanili [quando Klopp era un giocatore] al TuS Ergenzingen [in settima divisione]. Poi sicuramente Wolfgang Frank, che ha fatto uno splendido lavoro all'1. FSV Mainz 05 [quando Klopp era ancora un giocatore] . Probabilmente potrei nominare anche mio padre – lui trascorreva il poco tempo che aveva per giocare con me. Ed è proprio per questo [grazie a lui] che amo così tanto il calcio".