PROFETA IN PATRIA?

Spagna: Guardiola contro il razzismo, ma in patria lo bacchettano

Tifosi e media gli ricordano un episodio del '97, quando attaccò Roberto Carlos che aveva accusato i catalani di cori razzisti

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Le nette prese di posizione contro il razzismo da parte di Pep Guardiola sono state accolte con qualche polemica in Spagna. Il tecnico del Manchester City, parlando delle iniziative della Premier League a sostegno del movimento 'Black Lives Matter', non aveva usato giri di parole per dire come la pensa: "I bianchi dovrebbero chiedere scusa per come hanno trattato le persone di colore negli ultimi 400 anni, mi fa vergognare ciò che i bianchi hanno fatto". I tifosi e i media spagnoli, specialmente quelli storicamente più vicini al Real Madrid, hanno colto l'occasione per ricordare al catalano un episodio di qualche anno fa, quando dopo un 'Clasico' attaccò Roberto Carlos che si era lamentato dei cori razzisti nei suoi confronti da parte dei tifosi del Barça.

La vicenda risale al 1997: al termine della partita il terzino brasiliano aveva denunciato gli insulti che piovevano dagli spalti del Camp Nou, scatenando la reazione dell'allora centrocampista blaugrana. "Questo signore parla molto", aveva punto Guardiola sottolineando come Roberto Carlos fosse arrivato da pochi mesi in Spagna e pertanto non potesse accusare di razzismo i catalani.

Ora che la posizione di Pep sembra cambiata, in molti non hanno perso tempo nel fargli notare questa contraddizione. Persino un ex collega come Santi Canizares, intervistato da Marca, lo ha evidenziato: "Quando eravamo in nazionale si parlava di politica e Pep era un moderato - ha detto - Non so quando sia cambiato in questo modo. Mi fa male ora quando lo sento parlar così della Spagna".

Quel che è certo è che il manager del City ora ha le idee molto chiare: "Dobbiamo fare molto di più di quello che abbiamo fatto finora per le persone di colore - ha aggiunto sul tema - Come si può anche solo pensare che siamo diversi gli uni dagli altri?".

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