Il piano di Infantino ormai è uscito allo scoperto. L'obiettivo è grosso e non più negoziabile: vendere una parte del Mondiale ai fondi d'investimento privati per incassare miliardi attraverso la neonata Fifa Forward Enterprise (FFE), la società commerciale destinata a gestire i diritti del Mondiale per Nazioni e di quello per Club. Tra i soggetti interessati c'è la banca d'affari statunitense JP Morgan, con il coinvolgimento di Thrive Eternal, fondo guidato da Joshua Kushner (fratello di Jared, genero di Donald Trump).
Dopo le polemiche di varie parti del calcio e della politica, a partire dalla Uefa, Infantino ha rilanciato. Con una lettera inviata a tutte le 211 federazioni affiliate, il presidente è passato alle minacce (per quanto velate). Il messaggio è chiarissimo: chi aderisce al progetto FFE incassa subito un assegno una tantum da 20 milioni di dollari, con i contributi annuali per il quadriennio successivo che schizzerebbero da 2 a 5 milioni. Un fiume di denaro difficile da rifiutare per molte piccole realtà. Per chi decide di mettersi di traverso, però, il prezzo da pagare è salatissimo: taglio immediato del 75% dei fondi Fifa. Una vera e propria minaccia in perfetto stile "prendere o lasciare".
Il countdown è già partito. L'ultimatum fissato da Infantino scadrà il prossimo 19 settembre, proprio alla vigilia della maxi-sosta per le Nazionali (che segnerà tra l'altro l'esordio dell'avventura-bis di Roberto Mancini sulla panchina dell'Italia). Le federazioni hanno poche settimane per scegliere da che parte stare: piegarsi alla "Fifa dei ricchi" o rischiare il blocco dei finanziamenti. La guerra per il controllo del calcio mondiale è appena iniziata.