Conte avvisa Mourinho: "Io pentito? Ha usato parole dure e non lo dimentico"

Il tecnico del Chelsea: "Questo non è un problema del club, è un problema tra me e lui"

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Non si placa il duello a distanza tra Antonio Conte e Josè Mourinho, che ormai da diversi giorni continuano a punzecchiarsi con frasi a dire poco provocatorie. L'ultima puntata ha come protagonista il tecnico del Chelsea, che in conferenza stampa non ha fatto alcun passo indietro: "Ho l'aspetto di una persona che si pente? No, non penso. Ha usato parole dure e non lo dimentico".

Venerdì scorso Conte aveva replicato in un primo momento ad alcune parole di Mourinho: "Io clown? Soffre di demenza senile...", aveva detto l'ex c.t. azzurro al portoghese, che poi - per rispondere nuovamente - aveva rincarato la dose: "Non serve che lui mi ricordi che ho commesso degli errori e che ne commetterò altri. Ma io non sarò mai squalificato per calcioscommesse".

L'ultimo episodio, come detto, è di oggi e avviene alla vigilia dell'andata della semifinale di Coppa di Lega tra Chelsea e Arsenal. "Entrambi abbiamo detto come la pensiamo, vedremo cosa accadrà in futuro - le parole di Conte -. Ha usato parole dure e non lo dimentico. Questo non è un problema del club, è un problema tra me e lui. E mi fermo".

Lo scontro mediatico tra Mourinho e Conte si arricchisce di un'altra pagina. A intervenire è anche il portavoce dello 'Special One', il giornalista Eladio Parames, che ha attaccato il salentino in un articolo nell'edizione di questa mattina del quotidiano sportivo portoghese 'Record'. Inequivocabile il titolo: 'Signor Conte, sai cos'è l'Epo?'. Riferimento al caso doping che coinvolse il club bianconero nella stagione 1995-1996. "I giocatori della Juventus sono stati accusati di essersi dopati all'epoca con il famoso Epo, o in un linguaggio semplicistico, di aver fatto trasfusioni di sangue per aumentare le prestazioni sportive", scrive Parames. "Il caso esplose e il calcio rabbrividì". E ancora: "La questione e' finita in tribunale. Appello dopo appello, si fini' per rendere possibile la prescrizione del processo senza che qualcuno venisse seriamente punito. E chi era allora il capitano della Juve? Antonio Conte!", prosegue l'articolo. "Piu' tardi quello stesso signore fu sospeso per sei mesi, accusato di essere coinvolto in una 'combine' di risultati. Nego', naturalmente, ma della fama di essere coinvolto in trattative poco chiare non si e' mai sbarazzato. Ed e' questo signore, dal passato incontaminato, che ora - aggiunge Parames - viene ad accusare Jose' Mourinho, tra le altre cose, di 'piccolezza'. Lo sara', ma e' molto piu' grande dell'italiano nella quantita' dei titoli conquistati e nei... capelli!".

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