Barcellona, Valverde: "Più il Real Madrid è ferito, più è pericoloso"

Clásico meno importante senza Messi e Cristiano Ronaldo? L'allenatore blaugrana non ci crede: "Qui c'erano teste di maiale finite in campo..."

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Il Clásico si avvicina ed Ernesto Valverde non si fida della crisi del suo avversario. L'allenatore del Barcellona ha presentato la sfida di domenica pomeriggio al Camp Nou con l'intenzione di far mantenere la massima concentrazione ai suoi: "La chiave della vittoria sarà il gioco, piuttosto che i precedenti. Sappiamo com'è il Real Madrid: più è ferito, più pericoloso. E mi aspetto il miglior Madrid". La formazione è già decisa, ma come alla vigilia della partita di Champions League contro l'Inter, il tecnico blaugrana non vuole dare vantaggi ai blancos e "neanche mi aspetto che lo faccia l'allenatore avversario".

Sarà il primo Clásico senza Lionel Messi e Cristiano Ronaldo contemporaneamente dopo quello del 23 dicembre 2007 (vinto dagli ospiti 1-0 con gol di Julio Baptista), ma Valverde è più concentrato su un'altra assenza: "Sì, è difficile preparare una partita del genere senza Leo, ma considero solo che loro non avranno Carvajal. Il fatto che non ci sia Cristiano ormai è storia. La chiave sarà comunque il gioco e ho notato che il Madrid contro il Levante ha creato 10 occasioni da gol molto nitide ed è indicativo del livello offensivo".

Poi all'ennesima domanda sulla mancanza dei due fuoriclasse, ha risposto che Barcellona-Real Madrid ha una storia che va oltre l'argentino e il portoghese: "Già ci sono stati altri Clásicos in cui regnava la tensione, c'erano scontri in campo, addirittura teste di maiali in campo...", ha detto riferendosi all'accoglienza del Camp Nou al traditore Luis Figo il 22 novembre del 2002, due anni dopo che lasciò i blaugrana per i blancos per 140 miliardi di lire.
E immancabile è arrivata la manifestazione di solidarietà a Julen Lopetegui, che si giocherà la panchina madridista in uno stadio da incubo per lui: "Noi allenatori viviamo queste situazioni estreme ogni settimana. Affrontiamo le partite tendando di trasmettere alla squadra il nostro stile di gioco. Queste critiche pesanti alla decima giornata le ho ricevute anch'io due settimane fa".

Infatti l'allenatore del Real Madrid ha sdrammatizzato sulla sua situazione personale, anche in caso di sconfitta: "Spero di continuare a respirare, non credo di morire, comunque. Ognuno ha le energie al 100% e e io sono totalmente concentrato nell'aiutare la mia squadra". Anche per Lopetegui, infatti, conta poco l'assenza di Messi perché "dovremo pensare a noi stessi e far valere al massimo le nostre potenzialità offensive, oltre ovviamente a difendere bene, e questo a prescindere da chi giochi nell'altra squadra".

E le domande sul rischio esonero e la possibilità che arrivi Antonio Conte non le ha considerate: "Non sprechero neanche lo 0,001% delle mie energie per rispondere a voi giornalisti, sono insinuazioni che non aiutano il gruppo. E comunque la nostra è una situazione tutt'altro che irreversibile, visto che siamo a ottobre".
I dubbi di formazione, soprattutto sui due terzini (Marcelo reduce da una botta contro il Viktoria Plzen e Carvajal infortunato) sono stati fugati, ma anche l'ex ct della nazionale spagnola ha voluto comunicarle: "Ho chiaro in testa chi giocherà e ho fiducia in tutti i miei giocatori che possono occupare quelle posizioni. Specie a destra, perché Marcelo sta bene e si è allenato regolarmente".
Diverso il discorso per Isco: "Viene da un mese di inattività e non ha giocato ancora una partita intera, vedremo domani quanti minuti sarà in campo".
Lopetegui non si sente sfavorito e sulla possibile "sorpresa", cioè l'eventuale vittoria madridista al Camp Nou, non si preoccupa dei giudizi dei giornalisti: "Nessun campo in cui vinceremo sarà una sorpresa. Non mi darebbe fastidio se diceste che è stata una sorpresa aver vinto in casa del Barça. Al contrario, sarei felice".

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