Totti: "Nel 2002 avevo scelto il Real Madrid. Poi..."

La gioia dei 40 anni: "Non mi aspettavo così tanti messaggi, da così tanti campioni. Qualcosa di buono ho fatto"

Totti: "Nel 2002 avevo scelto il Real Madrid. Poi..."

Hanno parlato tutti, di lui. E adesso tocca a lui, capitano-leggenda della Roma e del calcio mondiale. Francesco Totti il suo buon compleanno lo ha trascorso a Trigoria come tutti i giorni: al lavoro. Giovedì c'è l'Europa League e a una certa età bisogna lavorare il doppio per tenersi pronti e pimpanti e pieni di quella, necessaria, allegria nello stare in gruppo. Eccolo dunque, ai microfoni di Sky.

"Grazie di cuore a tutti. Sinceramente non mi aspettavo così tanti messaggi, da tutto il mondo dello sport, da tanti fenomeni dello sport, icone autentiche. Mi gratificano, grazie di cuore. Vuol dire che qualcosa di buono ho fatto".
Messi, fra gli altri: gioca altri due anni, ha detto. E Alex De Piero: "Ringrazio Messi, non so se riuscirò ad accontentarlo. L'ho conosciuto ed è davvero quel campione che si conosce: dentro e fuori dal campo. Alex è stato un soprattutto un compagno ed è un amico. Avevamo un obiettivo nel calcio, e lo abbiamo raggiunto. Questo è quello che conta".
Qual è il segreto della longevità, dei 40 anni ancora in campo? "Non lo so. Ho sempre cercato di fare le cose bene, con serietà, con ottimismo, dando il massimo ogni giorno negli allenamenti, superando infortuni che mi hanno fermato anche per lungo tempo. Ci vuole entusiasmo, bisogna anche saper divertirsi, dividere il calcio e la vita privata, cinquanta e cinquanta, avere tanta passione e guardare sempre al futuro".
I momenti difficili, i momenti nei quali hai detto: me ne vado. "I momenti difficili sì, gli infortuni, il dopo. Andare via dalla Roma? Ci sono andato vicino dopo lo scudetto con Capello, nel 2002-2003. Avevo bisticciato col presidente, c'erano cose che non andavano e il Real Madrid era lì, a un passo, ci sono andato molto vicino. Non sarei mai andato in un'altra squadra italiana, ma a Madrid sì. Poi gli amici, la famiglia, mi hanno consigliato bene, mi hanno consigliato di restare e meno male che ho dato retta a loro. Sono felice di aver scelto di restare".
E poi: "Non ho mai fatto cacciare un allenatore, non ho mai imposto un allenatore. Ho sempre remato nella direzione della società. Ho molti amici, fra i miei ex compagni ho un rapporto molto stretto con Vincent Candela, gli avversari li ho sempre rispettati, tutti: Qualcuno mi è simpatico, qualcun altro no, ma non cinta. Conta il rispetto".
Che il mondo gli deve. Auguri.

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