Nainggolan, l'ultimo dei "ribelli" puniti: da Bonucci e Pogba, da Cassano a Ljajic

Di Francesco ha seguito l'esempio di Allegri, Conte, Mancini e altri allenatori (sempre in accordo con le rispettive società)

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Radja Nainggolan in punizione! Il 2018 è cominciato nel peggiore dei modi per il centrocampista belga dalla Roma, non convocato da Di Francesco per la partita con l'Atalanta dopo il suo "pazzo Capodanno". Non sarà l'ultimo e di sicuro non è il primo: il Ninja, infatti, è in "ottima compagnia". Da Bonucci a Pogba, da Cassano a Spinazzola, sono tanti i calciatori messi in "punizione" dai rispettivi club nel recente passato.

La tribuna di Bonucci - Impossibile dimenticarsi della tribuna di Leonardo Bonucci a Porto, in occasione dell'andata degli ottavi di finale di Champions League dello scorso anno. Partita fondamentale, ma Allegri decise lo stesso di rinunciare al leader della difesa della Juve. Inaccettabili (per l'allenatore e per il club) le parole che lo stesso Bonucci urlò contro il suo mister in occasione di Juventus-Palermo. A fine anno, Bonucci è stato venduto al Milan.

Cassano pagò il litigio con Stramaccioni - Nel marzo del 2013, Antonio Cassano, allora all'Inter, non prese parte alla trasferta sul campo del Catania. Stramaccioni chiarì subito: "Scelta mia". Il fantasista barese il giorno precedente le convocazioni, litigò con il tecnico durante l'allenamento. Qualcuno si spinse oltre, sostendendo che i due erano addirittura venuti alle mani. Cassano pagò a caro prezzo (proprio con il suo portafogli) anche le offese che rivolse al suo ex presidente della Sampdoria, Riccardo Garrone.

Il Milan escluse Mexes - Anche il Milan in qualche occasione ha usato il pugno duro con i suoi calciatori. Philippe Mexes, ad esempio, dopo aver cercato di "strangolare" Mauri durante Lazio-Milan (ovviamente espulso), non venne inserito nella lista dei convocati per la successiva partita di Coppa Italia, proprio contro la Lazio. Sulley Muntari, invece, vide il suo stipendio notevolmente decurtato quando, nel giugno del 2012, si ruppe il crociato giocando in spiaggia con gli amici. Per la serie: divertirsi va bene ma è vietato mettere a repentaglio la stagione.

Pogba e i due ritardi ingiustificati - Nel novembre 2012 Paul Pogba, all'epoca 19enne campione in erba della Juve, si presentò due volte in ritardo agli allenamenti perché "era dal dentista". Antonio Conte non la prese bene: fuori dalla lista dei convocati per la trasferta di Pescara. Andò meglio ad Andrea Pirlo quando non si fermò in panchina dopo un cambio. Conte decise però di dettare una nuova regola: "Da ora in poi, se uno non è infortunato, deve fermarsi in panchina fino al termine della partita, altrimenti finisce fuori rosa".

Spinazzola vuole la Juve? E l'Atalanta... - Di quest'anno il caso che ha riguardato Leonardo Spinazzola. Il laterale, infatti, ha ottenuto la prima convocazione stagionale con l'Atalanta solo il 20 settembre. Le prime partite di campionato le aveva viste dalla tribuna: ufficialmente per un infotunio, in realtà l'Atalanta decise di metterlo a sedere perché "distratto dal calciomercato". Il difensore, infatti, non aveva fatto mistero delle sue aspirazioni: non voleva perdere il treno-Juve.

I casi non finiscono qui. La Juve lasciò in panchina (decisione di Allegri) Arturo Vidal per un rissa in un locale notturno; Sinisa Mihajlovic rinunciò ad Adem Ljajic per i cattivi coimportamenti di quest'ultimo durante un allenamento e lo spedì in tribuna per Lazio-Torino (e in tribuna il serbo litigò con alcuni tifosi); Roberto Mancini, quando era allenatore del Manchester City, decise di "chiudere il rapporto" con Carlos Tevez quando quest'ultimo rifiutò di entrare in campo a partita in corso; sempre Conte, invece, recentemente ha "silurato" David Luiz che lo mandò a quel paese davanti a tutti per un cambio deciso dal tecnico italiano. L'elenco potrebbe continuare a lungo, fino ad arrivare - appunto - a Nainggolan e al suo "pazzo Capodanno". Non resterà da solo a lungo...

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