La sorpresa

NBA, partenza a "razzo" per Houston: quinta vittoria di fila per i texani

Durant e Sengun guidano i Rockets di Ime Udoka al primo posto nella Lega

29 Ott 2026 - 15:18

"Houston, we haven't a problem". Dopo cinque partite i Rockets sono primi in NBA. Meritatamente. 123 punti di media realizzati dai texani contro Dallas, San Antonio, due volte Atlanta e Milwaukee. + 71 di differenza. Numeri importanti per una squadra che in estate sembrava sull'orlo di scoppiare. Dalla disfatta 4-2 con i Lakers agli scorsi Playoff, agli infortuni di VanVleet e Adams, passando per il KD Burner Gate. Troppi grattacapi per una squadra non all'altezza di competere ad alti livelli nel Far West. Quest'anno la svolta: Amen Thompson ancora più al centro del progetto, grazie anche al ricco rinnovo contrattuale firmato settimane fa, un attacco più fluido e una difesa ritrovata, il vero punto di forza della franchigia.

Houston non partiva con un record di 5 vittorie e 0 sconfitte da 12 anni. Erano i Rockets allenati da Kevin McHale. Quelli di James Harden e Dwight Howard, che terminarono la regular season in vetta alla Western Conference con un record di 56-26, e ai Playoff si arresero ai futuri campioni NBA dei Golden State Warriors. Oggi quella squadra è cambiata, non l'obiettivo finale: arrivare alle Finals. Siamo ancora all'inizio ma la strada è quella giusta. Tanto, se non tutto, dipenderà dalla forma fisica delle sue star Kevin Durant e Alperen Sengun. Non è da sottovalutare, però, l'apporto di alcuni giocatori chiave che sono stati assenti l'anno scorso. Adams e VanVleet hanno infatti il potenziale per cambiare le sorti del roster.

A luglio sono arrivati Smart e Bogdanovic, due veterani che garantiscono difesa sul perimetro e leadership, il primo, personalità e tiro, il secondo. Se aggiungiamo che Sheppard e Smith Jr. hanno un anno in più di esperienza NBA, la rotazione è presto fatta. I Rockets lotteranno fino ad aprile per un posto tra le prime quattro a Ovest. La postseason sarà il banco di prova di un gruppo che, qualora dovesse andar male, verrebbe inevitabilmente smontato, a partire da Slim Reaper. Il 38enne potrebbe decidere di concludere la sua carriera altrove, magari strappando un contratto al minimo salariale come fatto da LeBron James a Philadelphia in una contender per aumentare al massimo le sue possibilità di ritirarsi con tre anelli alle dita.