Nba: i Clippers senza Gallinari superano gli Spurs di Belinelli

Los Angeles si impone 103-95 anche senza il 'Gallo', out a causa dei problemi alla schiena

Nba: i Clippers senza Gallinari superano gli Spurs di Belinelli

Derby italiano solo sfiorato nella notte Nba. I Los Angeles Clippers piegano 103-95 i San Antonio Spurs di Marco Belinelli (12 punti per l'azzurro) all'AT&T Center, nonostante l'assenza di Danilo Gallinari, out a causa di un problema alla schiena. Tutto facile per Indiana, che schianta Charlotte 120-95, mentre i Minnesota Timberwolves devono sudare le proverbiali sette camicie per avere ragione dei modesti Phoenix Suns: 116-114 il punteggio finale.

SAN ANTONIO SPURS-LOS ANGELES CLIPPERS 95-103
Doveva essere la notte del derby italiano nella Nba e, invece, i problemi alla schiena di Danilo Gallinari hanno tolto all'azzurro l'ultima occasione in regular season di incrociare sul parquet Marco Belinelli. Già contro i Golden State Warriors, il 'Gallo' aveva dovuto abbandonare il campo dopo appena 8 minuti per il primo infortunio di una stagione fino a questo momento estremamente positiva sotto questo punto di vista. Nonostante l'assenza del giocatore franchigia, Los Angeles disputa una partita gagliarda, tosta, che permette ai Clippers di espugnare l’AT&T Center 105-93, tornare al successo e porre fine alla preoccupante striscia di 5 sconfitte consecutive che rischiava di mettere a repentaglio la partecipazione ai playoff. Il merito è soprattutto di Tobias Harris che, in contumacia di Gallinari e Lou Williams, il miglior realizzatore per LA uscendo dalla panchina, si carica tutto il peso dell'attacco sulle spalle, chiudendo con una prova da 27 punti, 9 rimbalzi e 9 assist. L'ex Detroit Pistons spinge il piede sull'acceleratore già dal primo quarto, con la squadra di Doc Rivers che si costruisce un vantaggio in doppia cifra senza più voltarsi indietro. Agli Spurs non basta la prova di LaMarcus Aldridge, il migliore dei suoi, che chiude con 30 punti e 14 rimbalzi, a cui si aggiungono i 19 di Rudy Gay. Continua, invece, il momento di appannamento di DeMar DeRozan, che si ferma a 8 punti con un pessimo 4/16 al tiro. Da sottolineare, infine, la prova di Marco Belinelli che, uscendo dalla panchina, mette a referto 12 punti, 3 rimbalzi e 3 assist.

INDIANA PACERS-CHARLOTTE HORNETS 120-95

Tutto facile per gli Indiana Pacers che, al termine di un back-to-back casalingo, si sbarazzano 120-95 degli Charlotte Hornets. I ragazzi di coach Nate McMillan partono subito forte grazie ai canestri di Victor Oladipo e alla triple del 'big man' Myles Turner, che chiude con un perfetto 3/3 dall'arco dei 3 punti. Domantas Sabonis domina sotto i tabelloni, mentre la difesa di Indiana toglie ritmo all'attacco di Charlotte, con Walker che non riesce a incidere come al solito: all'intervallo lungo i padroni di casa sono avanti 56-41. Nella ripresa, Charlotte prova a restare a contatto affidandosi ai canestri dalla lunga distanza, ma Indiana risponde colpo su colpo e allarga la forbice del punteggio, centrando la sua 18esima vittoria nelle ultime 23 partite giocate. Per i Pacers, il migliore è Victor Oladipo, che chiude con una prova da 21 punti e 7 assist, ai quali si aggiungono i 19 di Darren Collison. Sabonis, uscendo dalla panchina, si ferma a 16 con 8 rimbalzi, mentre sono addirittura 16 quelli catturati da Turner. Dall'altra parte, l'ultimo ad arrendersi è Walker, che chiude con 23 punti e 7 assist. Troppo scarso il contributo del supporting cast, con Jeremy Lamb che non va oltre quota 10 e Bismack Byombo, che aggiunge una doppia doppia da 10 punti e 12 rimbalzi. Una vittoria che permette a Indiana di blindare il terzo posto a Est, mentre Charlotte deve iniziare a guardarsi le spalle dai Detroit Pistons se vuole difendere la sua ottava posizione in griglia playoff.

MINNESOTA TIMBERWOLVES-PHOENIX SUNS 116-114
Il match più emozionante ed equilibrato della notte è quello del Target Center di Minneapolis, dove i T'Wolves piegano le resistenze dei Phoenix Suns allo scadere, grazie al canestro di Derrick Rose: 116-114 il punteggio. In un finale thrilling, l'ex stella dei Chicago Bulls, prima sciupa l'occasione di chiudere i conti dalla lunetta del tiro libero, poi si prende la propria rivincita con meno di un secondo sul cronometro, infilando nel canestro dei Suns il jumper che brucia la sirena. Alla fine, sono 31 i punti per l'ex MVP, 29 dei quali arrivati in un secondo tempo in cui si sono rivisti lampi del giocatore che aveva incantato la Nba. Per i Suns, che hanno il merito di averci creduto fino alla fine, arriva la sconfitta numero 20 sulle 24 trasferte disputate, che li relega all'ultimo posto della Western Conference. Oltre che sui 31 di Rose, Minnesota può fare affidamento anche sui 30 di Karl-Anthony Towns, che aggiunge anche 12 rimbalzi. Dall'altra parte, invece, non bastano i 21 punti di TJ Warren, il migliore dei suoi nonostante l’errore che avrebbe potuto trascinare la gara all’overtime, e i 38 della coppia Kelly Oubre Jr-Devin Booker. Una gara che per i Suns passerà comunque alla storia, visto che si tratta della numero 1300 in carriera per Jamal Crawford, uno dei giocatori di culto della lega. Il grande veterano diventa il 22esimo giocatore nella storia della Nba a tagliare questo traguardo.

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