Vittoria regale per Jonas Vingegaard, che nel giorno del compleanno del sovrano di Danimarca Federico X, vince in maglia rosa la sedicesima tappa del Giro d'Italia, 113 chilometri interamente in Svizzera, da Bellinzona a Carì. Il corridore della Visma prende l'iniziativa sull'ultima salita(11,7 km al 7,9%, con punte del 13%), facendo il vuoto a poco più di sei chilometri dal traguardo. Sulle montagne di questo Giro è il padrone incontrastato e incontrastabile, un monologo assoluto che in terra elvetica aggiunge un quarto atto dopo Blockahus, Corno alle Scale e Pila. Alle sue spalle, il primo degli umani è Felix Gall (a 1'09") che anticipa Jai Hindley (1'11") nello sprint per il secondo posto. Ottima prova di Davide Piganzoli, che dopo aver lanciato l'attacco del suo capitano non perde contatto con i migliori e chiude sesto.
La cronaca
La fuga di giornata si forma a un'ottantina di chilometri dal traguardo e, nelle prime fasi, sono in 13: Jhonatan Narvaez e Jan Christen (UAE TEam Emirates -XRG), Diego Ulissi (XDS Astana), Christian Jardi Van der Lee (EF Education), Juan Pedro Lopez ed Einer Rubio (Team Movistar), Giulio Ciccone (Lidl-Trek), Josh Kench (Groupama), Frank Van den Broek (Team Picnic PostNL), Chris Harper (Pinarello Q36.5), Filippo Zana (Soudal Quick-Step), Alan Hatherly (Team Jayco AlUla) e Alessandro Tonelli (Team Polti).
L'antipasto della salita di Carì che chiude la tappa, è un circuito di due giri con due Gran premi della montagna: Torre (4,7km al 5,6%) e Leontica (3km all'8,2%). Proprio nel primo passaggio su quest'ultima il gruppetto in avanscoperta inizia già a perdere elementi e in testa scollinano solo Ciccone, Harper, Rubio, Narvaez e Ulissi. Alle loro spalle gli altri avventurieri vengono inghiottiti dal gruppo che tiene sempre sotto controllo la fuga, lasciando al massimo 1'50" di vantaggio.
Nel secondo passaggio sulla salita di Leontica, l'accelerazione di Ciccone per conquistare i punti del Gpm mette in difficoltà Ulissi che perde contatto e non riesce a rientrare nemmeno nel lungo tratto in falsopiano prima dell'ascesa di Carì. In testa al gruppo si alternano gli uomini della Visma per Vingegaard e quelli della Decathlon per Felix Gall, terzo in classifica a 2'50" dal danese. Il plotone rosicchia secondo dopo secondo il vantaggio dei fuggitivi, con Narvaez e Ciccone che si rialzano e si fanno riprendere. Harper e Rubio rimangono insieme fino ai -13, quando l'australiano va via da solo. Il tentativo del 31enne della Pinarello-Q36.5 ha però vita breve, con il gruppo che lo inghiotte a 9 chilometri dall'arrivo.
Una libellula rosa
Sulle prime rampe della salita di Carì va in scena l'harakiri della Red Bull-Bora. I compagni di squadra di Giulio Pellizzari e Jai Hindley si mettono in testa per un centinaio di metri e impongono un ritmo altissimo. A farne le spese è però proprio Pellizzari, che va in crisi e abbandona ogni ambizione di fare classifica. Poco dopo, in testa arrivano i gialloneri della Visma e perdono subito contatto l'ex maglia rosa Afonso Eulalio (secondo in classifica) e Ben O'Connor (ottavo). L'ultima fiammata è quella di Davide Piganzoli, che ai -6,6 dall'arrivo lancia Vingegaard. Sulla sua ruota si mette istintivamente per una decina di metri Gall, che però poi lascia andare il danese per salire in modo regolare con il proprio ritmo. Alle spalle della maglia rosa, che fa una corsa a parte, si forma dunque un sestetto con l'austriaco, la coppia Ineos Egan Bernal-Thymen Arensman, Derek Gee, Piganzoli e Hindley. La libellula rosa continua a volare dolcemente verso il traguardo di Carì. Bacio al manubrio dove c'è una foto della moglie e dei figli, esultanza a braccia alzate e il poker è servito.
La tappa di domani
Con la tappa numero 17 il Giro torna in Italia. I 202 chilometri da Cassano d'Adda ad Andalo sono mossi ma senza asperità particolarmente difficili. Tradotto: potrebbe essere una giornata da fuga. Il primo Gran premio della montagna è il Passo dei Tre Termini (8,2km al 5,9%), seguito dalla Cocca di Lodrino (8,2km al 4,1%). Dopo la discesa si entra nella valle del Chiese, sempre in leggera e costante ascesa. Negli ultimi 40 chilometri la strada diventa più impegnativa, con carreggiata ristretta fino a San Lorenzo Dorsino dove inizia la salita che porta a Molveno prima e Andalo poi (8,3km al 3,6%). L'arrivo non sarà però al termine dell'ascesa, visto che dopo il Gpm si percorre una discesa veloce. I sei chilometri finali sono tutti in leggera salita, che diventa falsopiano poco prima degli ultimi mille metri.