Giro d'Italia

Giro d'Italia, nella 13ª tappa arriva la fuga: Alberto Bettiol vince in solitaria a Verbania. Eulalio sempre in maglia rosa

Per l'Italia è la terza vittoria in quest'edizione. Il gruppo arriva con oltre 13 minuti di ritardo

22 Mag 2026 - 17:24
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A Verbania ruggisce Alberto Bettiol (XDS Astana). Il toscano si prende di forza la 13ª tappa del Giro, arrivando in solitaria sul traguardo della città piemontese. Il toscano corona così una frazione corsa in maniera perfetta. Entra nella fuga giusta, attende con pazienza gli ultimi metri della salita di Ungiasca, attacca Leknessund e va a prendersi un meritato successo in una tappa che aveva segnato con un circoletto rosso. Per il toscano è la seconda vittoria al Giro, dopo la Rovereto-Stradella del 2021. Alle sue spalle chiudono Leknessund, secondo a 26" e il belga Stuyven, terzo a 44". In classifica generale non cambia nulla, con il gruppo maglia rosa che arriva a oltre 13 minuti di ritardo. Domani però ci sarà senz'altro battaglia nel tappone alpino da Aosta a Pila, con 4350 metri di dislivello condensati in 133 chilometri.

La gara

Il finale mosso - i 1400 metri di dislivello sono quasi tutti negli ultimi 30 chilometri - è perfetto per molti uomini da fuga e, proprio per questo, ci vuole oltre un'ora di gara (a 53,9km/h) prima che vada via il tentativo giusto. Alla fine, a centrare la fuga sono in 15: Francesco Busatto (Alpecin), Bettiol, Mirco Maestri e Diego Sevilla (Polti), Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step), Mikkel Bjerg (UAE), Michael Valgren (EF Easypost), Mark Donovan (Pinarello Q36.5), Larry Warbasse (Tudor Pro Cycling Team), Johan Jacobs, Axel Huens e Josch Kench (Groupama FDJ), Leknessund e Markus Hoelgaard (Uno X Mobility) e Toon Aerts (Lotto Intermarchè). Grande assente l'ecuadoriano Jhonatan Narvaez (Uae), già vincitore di tre tappe in quest'edizione, due delle quali inserendosi nella fuga di giornata. Il gruppo maglia rosa è ben contento di lasciare spazio e rifiatare, con i 15 avventurieri che accumulano oltre 11 minuti di vantaggio. La frazione scorre poi via lungo la pianura Padana senza grandi scossoni fino una decina di chilometri dall'arrivo, visto che sulla prima difficoltà altimetrica di giornata, la salita di Bieno (Gpm di quarta categoria, 2,4km al 5,7%), nessuno si muove.

La corsa si infiamma La miccia si accende sulla successiva salita di Ungiasca (4,7km al 7%). A rompere gli indugi ci pensa il neozelandese Kench, che sfrutta il lavoro del compagno di squadra Huens per piazzare il primo affondo. Sulle sue ruote si incollano Valgren, Bettiol e Leknessund. Nel tratto più duro, parte proprio quest'ultimo, secondo nella tappa di Fermo e in maglia rosa per cinque tappe nel Giro 2023. L'unico a non perdere il contatto visivo con il norvegese è Bettiol, che sale in maniera regolare e ricuce il divario a un centinaio di metri dal passaggio al Gpm. Il toscano non si mette a ruota e, per la prima volta in tutta la salita, si alza sui pedali per superare a velocità doppia Leknessund. Sulla discesa successiva, Bettiol gestisce il vantaggio e si gode la passerella trionfale all'ingresso di Verbania, dove taglia il traguardo in solitaria a braccia alzate. "Quando si vince è sempre bello, oggi mi ha spinto anche qualcuno che non c'è più. Sapevo che all'arrivo ci sarebbero stati la mia ragazza, la sua famiglia e i miei amici e per me era già una vittoria. Vinco poco, ma se vinco così va più che bene", le parole di Bettiol dopo il successo. Il gruppo arriva a oltre 13 minuti con un'andatura molto blanda. Domani, però, sarà battaglia.

La frazione di domani

Il primo tappone alpino, 133 chilometri da Aosta a Pila, potrebbe portare grandi cambiamenti in classifica generale. Appena partiti si scala la lunga salita di Saint-Barthélémy (15,8km al 6,1%) cui segue una discesa ampia e veloce di quasi 20 km. Breve tratto di avvicinamento ad Aosta e subito la risalita della Valpelline che culmina con Doues, la salita meno dura di giornata. Una volta ridiscesi in prossimità di Aosta si scalano Lin Noi (7,4km al 7,9%) e Verrogne (5,6km al 6,9%), separate da una brevissima discesa. L'ultima asperità è la salita di Pila, affrontata dal versante di Gressan: 16,5km al 7,1% che chiuderanno una delle tappe più impegnative di quest'edizione.